Un vedemecum per scegliere un buon agriturismo

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Trascorrerete le vacanze di Pasqua presso un agriturismo? L’Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, ha diffuso un breve comunicato dove spiega come evitare fregature e scegliere un agriturismo che possa portale tale nome.
“I furbi, come al solito, non sono pochi e sotto le mentite spoglie di una struttura agrituristica si cela il semplice ristorante in campagna: l’agriturismo è un’attività complementare rispetto a quella propriamente agricola, vale a dire che l’agricoltore integra le entrate derivanti dalla propria attività di conduzione del fondo (che deve essere preminente, a differenza di quella relativa al turismo rurale e all’ecoturismo che non prevedono tale obbligo) con l’offerta di vitto e/o alloggio. La ristorazione prevede la somministrazione di pasti e bevande ricavati prevalentemente dalle materie prime dell’azienda e della zona” – si legge nel comunicato.
E continua: “Un’ottima iniziativa, prevista dalla normativa nazionale e da quelle attuative regionali, che ha lo scopo di valorizzare i prodotti locali e nel contempo fornire un’ulteriore fonte di reddito per l’agricoltore. Per questo, oltre ai tradizionali sostegni all’agricoltura, le aziende agrituristiche ricevono finanziamenti pubblici aggiuntivi e facilitazioni (deroghe urbanistiche e sanitarie, formazione, promozione, ecc.), destinati a sostenere questa benemerita attività. Insomma il consumatore nel momento in cui siede a tavola ha gia’ dato un contributo, con le proprie tasse, allo sviluppo dell’azienda agrituristica e vorrebbe tranquillamente gustare i cosiddetti prodotti del contadino. Succede a volte che le materie prime non siano… “prevalentemente ricavate” dall’attività del podere”.
E quindi, come distinguere un agriturismo vero da uno fasullo? Ecco le domande da fare prima di prenotare:
– chiedere l’estensione della azienda: un agriturismo non può avere, per esempio, un solo ettaro di terra per fornire i propri alimenti;
– chiedere quanti posti ci sono nel ristorante: un agriturismo non può avere 200 coperti!
– chiedere quali materie prime produce l’azienda: se c’è solo l’orto, di proprio al massimo possono fornire il rosmarino!
– chiedere se nelle vicinanze esistono impianti industriali, autostrade o grandi città: l’aria pulita dovrebbe essere una condizione essenziale da esigere;
– chiedere il prezzo: come già detto, un contributo con le tasse l’abbiamo dato. Riteniamo equo un costo medio di 40 euro a persona a notte, compresa la prima colazione (con prodotti locali e non con i dolci industriali!);
– chiedere un depliant dell’azienda o visitarne il sito internet: sapere dove si va evita delusioni!

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