Tra grotte e canali, aspettando il ritorno della foca monaca

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Esattamente un anno fa abbiamo pubblicato un articolo dove parlavamo delle grotte più belle e caratteristiche che si incontrano navigando per un paio di miglia da Santa Maria di Leuca verso Otranto. Quest’anno abbiamo ripreso la navigazione dal punto dove l’avevamo lasciata e ci siamo spinti verso nord sin quasi a Castro Marina. La costa, a chi la osserva dal mare, si offre con una meravigliosa sequenza di scogliere, che in alcuni punti possono raggiungere i 130/150 metri, su cui si aprono numerose grotte marine e caverne, spesso antiche testimonianze della presenza dell’uomo fin dagli albori della civiltà.
Questa parte della penisola salentina è sempre stata un vero paradiso naturale eletto a  riserva di caccia del Falco della Regina (così chiamato in onore di Eleonora d’Arborea e ormai quasi estinto), a zona di riproduzione dalle tartarughe marine e ad habitat ideale per una nutrita colonia di foche monache, anche questa forse definitivamente estinta. Fino ai primi anni Sessanta chi navigava in queste acque poteva ancora avere la ventura  di avvistare esemplari di foca monaca (cosa successa anche a me nell’estate del 1960) o di tartaruga marina. Noi, che in queste acque ci siamo stati solo pochi giorni fa, non abbiamo fatto incontri del terzo tipo (abbiamo avvistato dei grandi branchi di alicette che facevano friggere la superficie del mare), eppure per tutto il tempo abbiamo avuto la netta sensazione di trovarci in un ambiente incontaminato (chissà per quanto ancora) forse per il mare color verde smeraldo dall’eccezionale trasparenza o per i numerosi uccelli di ogni tipo che si vedevano volteggiare tra le scogliere.
 
Grotta Grande del Ciolo o Bocca del Pozzo o Rutta Ranne (Grotta Grande)
Comune: Gagliano del Capo
Località: il Ciolo
Ingresso: semisommerso
Latitudine : 39° 50′ 13″N
Longitudine : 18° 23′ 04”E
N° Catasto Grotte: Pu 113
Il nome di Ciolo  deriva dal termine salentino di Cciaula  che indica la Gazza Pica o Gazza ladra. Alla grotta si accede attraverso un ingresso alto oltre trenta metri e largo una decina. Si può entrare solo con mare calmo e con la bassa marea approdando ad alcuni massi di roccia interni. Scesi dall’imbarcazione e prendendo sulla destra, si sale leggermente per poi ridiscendere; dopo una quindicina di metri si accede ad  una grande sala circolare dove la luce solare crea magnifici effetti di luce. Sul fondo della sala una frana ha parzialmente ostruito l’accesso ad un altro corridoio  che conduce ad un secondo ambiente finora esplorato solo da esperti speleologi. Alcuni ritrovamenti (un raschiatoio di selce, pezzi di ceramica lavorata) lasciano pensare che la grotta, nella preistoria, sia stata abitata dai nostri progenitori.
 

 
Canalone del Ciolo
Comune: Gagliano del Capo
Località: il Ciolo
Latitudine : 39° 50′ 40″N
Longitudine : 18° 23′ 13”E
Il Ciolo é un piccolo fiordo dal quale si diparte una gola rocciosa stretta e incassata che giunge fino al centro abitato di Gagliano del Capo. È di origine tettonica e di natura carsica; un tempo sommerso dalle acque  testimonia con i suoi strati le variazioni del livello marino per effetto delle diverse glaciazioni. Attualmente è una delle mete preferite dai salentini amanti del trekking che oltre a godere dello splendido paesaggio della linea di costa arrampicandosi lungo i sentieri che si sviluppano sulle pareti della gola, possono ammirare splendide orchidee selvatiche ed altra vegetazione nostrana ormai difficile da trovare. Sul bordo sud del canalone (in posizione Lat 39° 50′ 38” N – Long 018° 23′ 11″E) esiste una grotta detta Grotta piccola del Ciolo il cui ingresso non è visibile perché sommerso.  Vi si accede solo dal mare e a nuoto; è lunga circa 120 metri e la sala terminale, caratterizzata da un consistente flusso di acqua dolce, finisce con una specie di spiaggetta dove ad agosto del 1973,  durante una esplorazione scientifica, è stata vista, per l’ultima volta, una foca monaca mentre accudiva i suoi piccoli.
 

Grotta Matrona
Comune: Tricase
Localita: la Serra
Ingresso: semisommerso
Latitudine : 39° 54′ 19″N
Longitudine : 18° 54′ 23”E
N° Catasto Grotte: Pu 150
L’apertura della grotta si nota appena soprattutto con l’alta marea, ma una volta individuata si nota che non è poi così piccola; si può accedere usando molta cautela e, una volta dentro, dire che si rimane a bocca aperta non rende l’idea. Se si è avuta l’accortezza di entrarci a metà mattina con la migliore illuminazione solare, allora si assiste ad uno spettacolo mozzafiato. Entrando si percepisce un rumore sordo causato dalle onde che sbattendo contro le pareti interne vengono proiettate verso l’alto e nebulizzate. È vero che una doccia di acqua salmastra è da mettere in conto, ma è il prezzo da pagare per lo spettacolo caleidoscopico di luci: quella solare penetrando dall’esterno rifrange sulla superficie del mare illuminando questa specie di vapore nebulizzato e tingendo l’ambiente di colori che vanno dal verde smeraldo al blu cobalto. Chi ha visitato la nostra Grotta Matrona (matrona perché madre di tutte le grotte salentine) l’ha paragonata per la bellezza dei suoi giochi di luce alla più famosa Grotta Azzurra di Capri.

 
Il Canale del Rio
Comune: Tricase
Localita: la Serra
Latitudine : 39° 55′ 09″N
Longitudine : 18° 23′ 40”E
 Il canale prende il nome da un rigagnolo di acqua dolce di natura carsica che sgorga a mezza costa per terminare nelle acque marine. A similitudine del canale del Ciolo anche questo splendido canalone è di origine tettonica e natura carsica. Non è molto profondo terminando contro la dorsale che dal mare giunge fino al paese di Tricase. La scogliera interna del canale è piena di anfratti e di piccole cavità con gli ingressi sommersi o ostruiti da piccole frane. Anche questo canalone era l’habitat della foca monaca e della tartaruga marina.


 
 
 
 
 
 
 
Grotta di Torre Andrano o Grotta verde
Comune: Andrano
Località: La Botte
Ingresso: semisommerso
Latitudine : 39° 57′ 48″N
Longitudine : 018° 24′ 18”E
N° Catasto Grotte: Pu 112
L’ingresso ampio si apre nella roccia ed introduce ad una caverna molto ampia; si può accedere liberamente, ma esclusivamente a nuoto. Questa grotta attrae per la sua bellezza dovuta agli effetti di luce semplicemente  incantevoli; nelle ore mattinali la luce giunge all’interno rifratta da molte fessure e dallo stesso ingresso creando un gioco di colori  sulle parete e su alcune stalattiti che pendono dal soffitto. Chi decide di visitarla deve fare attenzione  perché, come diceva un mio carissimo amico, ciò che si vede è talmente affascinante che si rischia di essere colti dalla sindrome di Stendhal.
 

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Premio Terre del Negroamaro,  magical encounter of culture and traditions
On August 22, the ancient village of Guagnano will stage Salento and its wonders.
An evocative combination of art, flavors and tradition: it is the 6th edition of Terre del Negroamaro, scheduled this year for August 22. The fulcrum the event is the large stage set up at the feet of the Mother Church, in the ancient square dedicated to Our Lady of the Rosary. Great protagonists will perform, that is, those who have received illustrious awards for giving emphasis to Salento and Apulia in general. While everything comes to life, the old town echoes of tradition and flavors, inspired by the countless forms of street art and visual art. As always, the Italian music concludes the evening.[/box]

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