Tappa a Lecce per la rassegna d'arte sacra contemporanea "Pro arte pro Deo"

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Dopo l’esposizione a Monteroni, la rassegna d’arte sacra contemporanea “Pro Arte Pro Deo”, arrivata alla 28esima edizione, sarà visibile anche a Lecce.
Dal 20 al 27 settembre negli spazi della chiesa di Santa Maria della Grazia di Lecce, si potranno ammirare le opere del pittore Pantaleo Musarò e dello scultore Vincenzo Congedo.
“Da quando è nata la mostra è intenzione di vedere come l’arte contemporanea si rapporta con l’arte sacra – afferma Giuseppe Mancarella, vicepresidente del Comitato iniziative culturali di Monteroni, associazione che ha organizzato l’evento – nel corso degli anni abbiamo sempre ospitato artisti salentini, che hanno spaziato nelle varie tecniche, dall’incisione alla pittura, per esempio, in questo modo abbiamo offerto loro anche un’opportunità per valorizzare il loro lavoro”.
L’obiettivo della rassegna è sensibilizzare la comunità al connubio tra i linguaggi contemporanei e contenuti sacri promuovendo l’impegno degli artisti a cimentarsi con il tema e la dimensione sociale che la rassegna riveste, avvicinare i visitatori all’arte contemporanea nella sua dimensione spirituale, coinvolgerli sensorialmente ed emotivamente in questa incessante ricerca plastico-visiva.
Il Comitato si avvale della collaborazione dell’Università del Salento (Dipartimento di Beni Culturali), la Diocesi di Lecce e il Comune di Monteroni di Lecce. La mostra è corredata da un catalogo pubblicato da Edizioni Esperidi: l’introduzione è a cura di Lucio Galante, mentre i testi critici sono a cura di Massimiliano Cesari e Mariella Agostinacchio, che hanno analizzato il percorso artistico (con particolare riferimento ai risvolti della produzione presentata in mostra) dei due artisti coinvolti nell’edizione 2015. Nello specifico, sintetizzando le esperienze artistiche dei due: “le opere di Congedo rievocano, attraverso un marcato plasticismo informale una spiritualità estremamente simbolica (“spiritualità pietrificata” la definisce Mariella Agostinacchio), in un sapiente equilibrio tra materia e forma. Musarò, invece, affida questo potere evocativo al colore, condensando l’idea della forza generatrice nella semplicità di poche tinte e di “segni che accentuano l’impianto semantico” (Massimiliano Cesari).
“Il nostro interesse non vuole fermarsi solo sull’arte, ma anche sulla musica – continua Mancarella – e difatti quest’anno abbiamo avuto un musicista, Francesco Vitucci, esperto di composizione di musica applicata che ha inciso per noi il brano “Di luci e attimi lontani”, ispirato alla musica sacra, ascoltabile durante la visita della mostra. Ma questa non è l’unica novità: lo scultore Marco Mariano ha realizzato una medaglia (la prima di una serie) e a fine anno verrà inaugurato il “Pro Arte Pro Deo Museum” presso il palazzo Alessandro Pino, nel centro storico di Monteroni, attualmente in ristrutturazione”.
La medaglia è il logo identificativo della manifestazione, ma anche un simbolo di premialità e riconoscenza per gli artisti che si cimentano e confrontano ogni anno con il tema e con il pubblico coinvolto; il museo conterrà tutte le opere raccolte durante i 28 anni della rassegna.

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