Specchia, il borgo e la sua storia. Ritratto di una meraviglia del Salento

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Cinquemila abitanti ed una storia secolare e suggestiva. Specchia, diamante che brilla nell’entroterra, è uno dei borghi più incantevoli del Belpaese. Tra Taurisano e Tricase, nel cuore del basso Salento, è come se si nascondesse da sguardi troppo indiscreti. Il nome, secondo gli storici, deriva dai cumuli di pietre a secco, le cosiddette specole, ammassate fra loro e sistemate a forma di cono. Un piccolo stratagemma, inventato dai messapi, per difendere i villaggi dagli attacchi esterni.
Accoccolata su una collina, lontana dal mare – posizione questa che le permise di salvarsi dalle scorrerie dei saraceni – Specchia è un vero e proprio gioiello dal punto di vista storico, artistico e culturale. A confermarlo è stata anche la Commissione europea che l’ha segnalata come “destinazione rurale emergente per il turismo sostenibile”.
Dal 2004 è stata ammessa al ristrettissimo club dei Borghi più belli d’Italia. Inoltre, come destinazione d’eccellenza europea, si è aggiudicata il premio “Eden” ben due volte, nel 2007 e nel 2010.
La gente di Specchia è sì orgogliosa dei tanti riconoscimenti che la proiettano sulla ribalta internazionale, ma lo è ancora di più della propria storia e delle proprie radici che affondano nel lontano IX secolo, periodo in cui i primi contadini diedero origine all’originario insediamento rurale.
Tracce dell’epoca sono ancora evidenti nel paesaggio: trulli, pajare, muretti a secco. Per non parlare del centro medievale giunto praticamente intatto sino ai giorni nostri: le viuzze strette, da percorrere rigorosamente a piedi, di tanto in tanto sono interrotte da rampe di scale e racchiudono il nucleo abitativo.
Cuore del borgo è senz’altro Castello Risolo, costruzione cinquecentesca difesa da una cinta muraria eretta a protezione del centro abitato. Nella prima metà del XV secolo la cittadina, durante le cruente battaglie per la conquista del Regno di Napoli, venne espugnata e distrutta. Solo verso la fine del secolo il borgo venne ripopolato e munito nuovamente di un maniero che, soprattutto fra il XV ed il XVIII secolo, ha subìto alcune modifiche strutturali.
C’è poi la Chiesa Madre, dedicata alla presentazione della beata vergine Maria. In origine era costituita da una sola navata ma dopo la Seconda Guerra Mondiale ne furono aggiunte altre due.
I pilastri sono in pietra leccese, stuccati alla veneziana, mentre gli archi trionfali sono decorati con motivi floreali. Il campanile fu edificato nel 1945 in sostituzione dell’antica torre campanaria del 1568 demolita perché pericolante.
Da visitare, tra gli altri monumenti del posto, la Chiesa dei Francescani Neri, la Chiesa di San Nicola di Mira, Sant’Eufemia, il convento dei Domenicani e la Chiesa della Madonna del Passo. Senza tralasciare un altro percorso, fra architetture e testimonianze laiche, come Palazzo Teotini, Palazzo Ripa, Palazzo Orlando Pisanelli e Palazzo Orlando Pedone.
Specchia è davvero un posto magico e il suo fascino diventa universale soprattutto nel periodo estivo. È ormai tra le mete più ambite dai turisti in visita nel Salento. Come una ciliegina sulla torta, ogni anno, ad agosto, l’amministrazione comunale organizza l’ormai collaudata Notte Bianca: Piazza del Popolo e tutte le altre vie del borgo brulicano di persone fino all’alba tra concerti, mostre, spettacoli teatrali e animazione per i più piccoli. Un appuntamento da non perdere così come è difficile rinunciare al delizioso risvolto enogastronomico dell’evento. Di particolare interesse, infine, per gli appassionati del genere documentaristico, la Festa del Cinema del reale, giunta alla decima edizione.

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