Sagre che passione: pittule, vino e buonumore

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Le vacanze nel Salento hanno una controindicazione significativa solo per chi ha la fissa della dieta e della forma fisica perfetta. Qualche chilo in eccesso al ritorno a casa è sempre garantito, mettetevi l’animo in pace.
Eppure, sarebbero proprio delle vacanze tristi, non degne di tale nome, quelle in cui ci si dovesse privare delle leccornie della terra salentina. Come si fa a rinunciare al sapore della pasta fatta in casa, alla croccantezza delle pittule e al gusto coinvolgente dei prodotti della terra, melanzane, peperoni, patate? E che vacanza sarebbe senza nemmeno aver assaggiato in una delle tante piazze salentine una succulenta frisella, la regina delle sagre, con i pomodorini freschi, la rucola e l’oro pugliese, il profumato olio extravergine d’oliva? Il tutto poi accompagnato da un robusto vino rosso locale, o da un più ricercato rosato. Che poi, andare per sagre non è solo andare a mangiare, ma significa soprattutto prendere parte ad una grande festa del paese, condividere anche con sconosciuti un momento di euforia, riscoprire le tradizioni e la cultura di un posto.
Ogni giorno una piazza del Salento si infiamma con colori, sapori e musica, conquistando turisti e residenti. Nei centri storici, va in scena uno spettacolo unico dove, come in una grande Babele, le lingue si confondono: ad una domanda con uno spiccato accento del nord si risponde con il dialetto salentino e dove gli stessi stranieri provano ad imitare suoni e parole, con un buffo esito.
Il tempo delle sagre comincia già da giugno e prosegue fino a ottobre inoltrato. Ce ne sono di tutti i tipi e gusti, alimenti in gran quantità vengono cucinati dalle sapienti mani di volontari, che offrono il proprio tempo per la riuscita della manifestazione, per il piacere di coccolare il turista e trasmettergli, attraverso il cibo, tutto il bagaglio di cultura e quello spiccato senso di accoglienza di cui il Salento va fiero. I vacanzieri gradiscono, avendo poi la possibilità di assaggiare piatti scegliendo tra dolce o salato, che nei loro paesi d’origine non ci sono e imparare qualche passo al ritmo della musica popolare.
Si parte dal 22 giugno con la fiera di San Giovanni a Zollino, poi i primi di luglio c’è la sagra dell’insalata grika e della salsiccia a Martignano; o della Piscialetta a Surbo. In questo paesino alle porte di Lecce si prepara questo prodotto da forno tipico, realizzato in origine dalle rimanenze dell’impasto del pane. In onore del pane vengono organizzate anche le sagre della Puccia ad Ugento, della Bruschetta a Vitigliano (S.Cesarea) o del Pane a Cursi. I primi di agosto, ancora a Zollino, è il tempo della sagra della Sceblasti, ottenuto dall’impasto di acqua, farina, sale e verdure di stagione, mentre a Sannicola si festeggia la sagra della ‘Miplla e a Ortelle quella della Pirilla.
Tra le più longeve è la sagra te lu Ranu (grano) a Merine, a metà luglio e quella del Grano di Acquarica del Capo a fine mese.
I centri che hanno uno sbocco sul mare realizzano sagre a base di pesce: a Porto Cesareo, Gallipoli, o Racale, qui l’anno scorso si è avuta la prima edizione della sagra dell’ondina, pesce allevato nelle vasche di Torre Suda e che si presta per diversi piatti. Tra le più apprezzate c’è anche quella Te lu Purpu a Melendugno, i primi d’agosto: il polpo, preparato in tutte le salse, manda in estasi chi lo assaggia. Per veri intenditori alla ricerca di una dimensione culinaria e comunitaria autentica la sagra Ortofrutticola di Borgagne e quella del Contadino a Serrano.
Alcune sagre dichiarano nel nome il loro scopo, e così, la sagra dei Sapori antichi a San Pietro in Lama; dei Piatti tipici a Patù o dei Sapori salentini a Sternatia (tutte nel mese di luglio), si prefiggono di rievocare la tradizione culinaria del passato.
La fama di alcune supera i confini provinciali e addirittura regionali, è il caso della sagra della Municeddha, ossia della lumaca, a Cannole: grazie ad uno sponsor rinomato porta ogni anno nella piccola piazza migliaia di persone. Quest’anno arriverà alla trentesima edizione e si prevedono tante novità.  E poi ci sono le sagre della Patata a Parabita e ad Alliste; Te li paniri a Miggiano; dell’Anguria a Melpignano o a Giuggianello; o della Peperonata a Cerfignano. Importanti anche quelle dedicate all’olio, come la festa “I colori dell’olio” a Presicce. E ancora quella del Pasticciotto a Surano;  Te la Purpetta (polpetta) a Montegrappa (Tuglie) o la “Marangiana in Festa” a Castrì di Lecce, dedicata a tutti i piatti a base di melanzane.
Infine due appuntamenti enogastronomici che non rientrano nella categoria sagre ma che riscuotono un successo di pubblico per qualità e originalità: il Mercatino del Gusto a Maglie, organizzato per i primi di agosto da Slow Food a Maglie e la più recente Festa a Casu (formaggio) di Nardò.
L’elenco è lungo e vi invitiamo a consultare il sito 356giorninelsalento.it per essere aggiornati su tutte le date!
Pazienza se l’ago della bilancia non sarà clemente, di sicuro si tornerà a casa con la gioia di aver partecipato ad un evento sempre unico ed emozionante. Magari per prenderla con filosofia, basta dirsi che quelli acquistati, sono solo “chili d’amore”.

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