Rebecca racconta il “suo” Salento. Un amore a prima vista che le ha cambiato la vita

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di REBECCA RAINERI

La prima volta è stato come cadere.

Hai presente quando nei sogni precipiti nel vuoto e provi quella vertigine mista di euforia e paura? E vorresti non finisse mai.

La prima volta è stata otto anni fa. Ancora me lo ricordo, lo scuotimento che ho provato, lo stordimento e lo stupore, perché all’inizio si accendono i sensi, e solo dopo cominci a elaborare il pensiero, a comprendere che quel luogo dove sei capitata, ti aspettava da molto tempo, e che lo avevi sempre cercato, ovunque, con ostinazione e fiducia.

A fatica trovo le parole, per raccontare questa storia d’amore che è la più importante della mia vita, la più profonda e autentica. Insieme a quella per un uomo che era accanto a me, quando ho incontrato il Salento.

Siamo arrivati da Don Cirillo per caso, un’intuizione forse. È stato complicato trovare la masseria nascosta nella campagna di Torre San Giovanni, così come è difficile arrivare al cuore di ogni verità della nostra esistenza.

All’improvviso si è spalancata davanti a noi la vista del giardino più incantevole che avessi mai visitato, e immerso tra i cespugli delle erbe aromatiche e i fiori, i fichi d’India e gli alberi da frutta, velato come un’apparizione dalle tende trasparenti che coprivano la veranda destinata alla colazione, mi ha accolto il mio posto nel mondo, bruciato dal sole come la terra arsa nella quale affonda le proprie radici antiche.

Ho stretto forte la mano di D. intrecciando le mie dita alle sue, senza parlare, perché non serviva.

Linda ci ha accompagnato sulla torre, attraverso una scala stretta e ripida, che portava alla nostra camera. E di lì più in alto, un’altra piccola scala segreta, fino al tetto piatto della masseria, dove si è spalancato l’infinito del mare al tramonto, e della mia anima inquieta.

Il respiro è rimasto sospeso, per un tempo che a me è parso lunghissimo, e poi è ripreso, finalmente libero, naturale, e vivo, come non lo conoscevo.

Ricordo tutto. Tutto.

Ogni istante di quella settimana di luglio è stato colmo d’amore e di gratitudine e di bellezza.

La prima volta in cui sono nata al mondo. Ho spalancato la bocca, i polmoni, le braccia. Ho pianto, di gioia immensa.

Come un essere umano che approda al suo appuntamento, e non vorrebbe più staccarsene.

Io e D. abbiamo fatto l’amore per terra, sulla pietra ruvida, ocra di quel terrazzo, mentre il sole si posava sulla pelle marmorizzata dal sale marino, e il vento portava lontano le nostre piccole vicissitudini già dimenticate. Svuotati e ripuliti, ci siamo immersi come puro istinto l’uno nell’altra, e abbiamo riposato uniti come se nulla di male potesse più accaderci, come se in quell’amplesso si fosse compiuto il nostro destino, e persino il destino dell’umanità.

Questo è l’inizio della storia.

Rebecca Raineri

Rebecca vive e lavora a Milano. La scrittura e la passione per il Salento sono linfa che scorre nelle sue vene. Anzi, per certi aspetti sono state una terapia nei momenti più difficili. “Sono stati dei fari in un periodo buio della mia vita. In Salento sono felice come mai altrove”.

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