Quattro artisti contemporanei per la mostra Retrospection nelle sale del Carlo V

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Quattro artisti, con sensibilità, linguaggi e approcci diversi tra loro, insieme nella mostra dal titolo “Retrospection”, nella quale il curatore, Lorenzo Madaro, da demiurgo riesce a tirar fuori la loro essenza e a metterli in relazione.
“L’ambizione del curatore non è solo mettere in fila le opere, ma tirar fuori delle assonanze – esordisce Lorenzo Madaro -, questo diceva Achille Bonito Oliva e sono concorde; e quando nell’allestimento ti rendo conto che le opere in qualche modo dialogano insieme, c’è un filo che le unisce, si è fatto un buon lavoro e a questo devono aspirare i curatori d’arte”.
Le sculture e le installazioni di Giuseppe Capitano, Eva Caridi, Davide Coltro e Daniele D’Acquisto, saranno esposte dal 24 luglio fino al 6 settembre 2015 presso le sale del Castello Carlo V a Lecce; seguendo il tema della mostra, promossa da Theutra, Oasimed e Novamusa, con la stretta collaborazione di A100 Gallery (Galatina) e Gagliardi Art System (Torino), ogni autore propone nel presente ricerche legate a uno scandaglio continuo delle proprie origini e delle radici culturali e visive di determinate aree.
“Tutti e quattro, pur appartenendo a vicende biografiche completamente diverse, sono accumulati da un senso di plasticità della scultura – spiega Madaro – che ad esempio in Capitano è quasi organica, recupera materiali poveri e li rielabora facendoli diventare sculture astratte; inoltre, tutti lavorano su elementi che appartengono da sempre alla collettività, a tutti gli uomini, come il libro, i suoni, le forme primordiali. D’acquisto lavora sulle tracce sonore, rendendole tangibili”.
Sono diversi i motivi che hanno spinto il curatore a scegliere i quattro artisti: “Primo fra tutti è che ognuno si confronta sempre con gli spazi, e che quindi anche gli spazi espositivi possono modificare la valenza dell’opera, il Castello Carlo V riesce a valorizzarli tutti – continua Madaro -. Erano tutti essenziali ai fini di questa mostra che ci tengo a sottolineare è stata possibile grazie al lavoro delle cooperative che ci hanno creduto, e grazie anche al supporto delle due gallerie e alla disponibilità degli artisti. Poi, con D’Acquisto lavoro da un anno, in maniera costante, e in questa mostra le due opere che presenta sono molto legate al progetto espositivo. Da tempo abbiamo avviato un dialogo e uno scambio reciproco sui perché dei nostri rispettivi lavori. Con lui tra l’altro ho appena realizzato una mostra a Parigi e presto uscirà una monografia. Di Coltro sono stato colpito dalla portata delle sue opere, viste qualche anno fa, e mi sono riproposto di portarlo a Lecce. Anche con Caridi lavoriamo insieme da un anno circa e siamo molto in sintonia. Infine, ho conosciuto le opere di Capitano grazie ad un amico e me ne sono innamorato, non ha mai esposto in Puglia e ho ritenuto necessario coinvolgerlo e farlo scoprire qui”.
Le opere sono soprattutto inedite: “sull’allestimento ci stiamo lavorando da qualche mese – dice Madaro -, le opere di Capitano, sono realizzate appositamente per la mostra in occasione di una sua recente residenza in Valle d’Itria; anche Caridi le ha create in vista dell’esposizione”.
Nelle sale del Castello i visitatori potranno imbattersi nei lavori di Capitano, che parte dall’osservazione della natura e ne elabora forme e proporzioni per poi rivoluzionarle attraverso la sua scultura in canapa, che sin dai suoi esordi ha incontrato l’attenzione di un collezionista e gallerista straordinario come Fabio Sargentini, fondatore de L’Attico. Eva Caridi avvia una riflessione sulla natura in relazione al rapporto simbiotico con l’essere umano. I calchi in gesso grezzo dei brandelli di vegetazione della sua città, Corfu, saranno contrapposti a due figure femminili eteree, quasi asessuate, circondate da elementi ferrosi.
Davide Coltro propone un grande progetto installativo multimediale, un ciclo di suoi quadri elettronici: immagini in movimento – che l’artista potrà modificare dal suo studio di Milano attraverso internet – dedicate ad alcune fonti biografiche e bibliografiche.
Mentre con GoRe del 2009, un ciclo circoscritto che propone specifiche tracce audio in tridimensione, Daniele D’Acquisto propone opere generate da un’osservazione della realtà che genera significati. Spesso, nella nostra quotidianità, ci troviamo di fronte a dei fenomeni apparentemente normali, che però possono dar vita a risultati e situazioni inaspettate: in questo caso ciò che è per eccellenza etereo, il suono, si è tramutato in qualcosa di estremamente tangibile, percepibile con un altro senso, anzi altri due sensi, il tatto e la vista. Il suono diviene così scultura.
La mostra gode del patrocinio del Comune di Lecce.
Orari d’apertura: tutti i giorni dalle 9 alle 23
Inaugurazione: 24 luglio alle ore 19.00 alla presenza degli artisti
Info: 0832.24.65.17

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