Profumo di futuro alla Fiera dell’Innovazione

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Per quattro giorni nelle sale del Must, il museo storico della Città di Lecce, è stato tutto un fermento di idee, progetti, giovani ed entusiasmo. Il museo ha accolto la quinta edizione della Fiera dell’Innovazione organizzata dall’Area valorizzazione della ricerca dell’Università del Salento e finanziata da Regione Puglia (con fondi PO 2007-2013. Asse I. Linea di Intervento 1.2 – Azione 1.2.3.b “Promozione della rete regionale degli ILO” Avviso “Sostegno alle Alleanze per l’Innovazione in Puglia”). Laboratori, workshop, incontri-dibattiti, esposizioni di prototipi e progetti, seminari e tavole rotonde, nuove idee da presentare, tutto per promuovere, favorire e divulgare la cultura dell’innovazione, per far conoscere il lavoro di tutti quei giovani che scelgono di rimanere nella propria terra, studiare e avviare imprese innovative, a dispetto di chi crede che bisogna andar fuori per realizzarsi. L’edizione 2013 della Fiera  è stata incentrata su cinque temi:incubatori,ricerca d’impresa,living labs,smart cities & communities,spin off/start-up. La forza della manifestazione, oltre che ad essere un’ottima vetrina per i progetti realizzati dalle varie imprese e associazioni partecipanti, sta nel permettere la creazione di reti e contaminazioni anche con il pubblico, che è poi l’utente finale, il vero “utilizzatore delle tecnologie”. Nella serata d’inaugurazione sono stati consegnati dei sigilli alle iniziative innovative premiate da valutatori esterni, sette in tutto, a riprova che le buone idee non solo ci sono ma possono anche essere messe in pratica, realizzate. Nelle stanze del Must si è respirato il futuro, si è potuto vedere come la ricerca e la tecnologia possono davvero intervenire e migliorare la vita di tutti i giorni. Tra gli espositori,30 spin-off dell’Università del Salento e tre imprese innovative,si è potuto trovare di tutto:c’era un’azienda, Alice biosources srl, che sviluppa,produce e commercializza prodotti di cosmesi innovativi utilizzando l’olio extravergine d’oliva salentino. L’olio viene trattato con l’ozono attraverso un processo brevettato dal laboratorio Anatomia comparata e citologia dell’Università del Salento; un’altra spin-off, la Tecnosea srl, opera nel settore dell’acquacoltura e dei servizi correlati, e che si occupa di ricerca sperimentando il riutilizzo delle acque e dei fanghi. Oppure l’Arva, che produce servizi integrati per la valorizzazione del patrimonio culturale. Ovviamente, la fiera non poteva non essere innovativa anche nella comunicazione e nell’interazione con il pubblico: sono stati attivati i profili sui principali social network e i seminari sono stati trasmessi in streaming.

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