Pagine dedicate alla cucina della memoria. A Leuca la quarta edizione del “Premio Iolanda”

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Con “Dizionario irresistibile di storie in cucina” (Cairo Editore), Paola Trifirò Siniramed si aggiudica la quarta edizione del Premio Iolanda, ideato dalla psicoterapeuta Vera Slepoj e dal giornalista Davide Paolini per celebrare la letteratura enogastronomica di recupero e tutela della tradizione e ispirato a Iolanda Ferramosca, cuoca 86enne di Lucugnano, tuttora alla guida della storica Trattoria Iolanda. La premiazione è avvenuta a Santa Maria di Leuca, nelle suggestive sale di Villa La Meridiana.

Vera Slepoj ha spiegato la ragione di un premio pensato per i libri che raccontano, attraverso le ricette, mondi antichi di usi e tradizioni da salvare:  <<Si sta aprendo una nuova era in fatto di cibo e vino: la pandemia ha, in pochissimo tempo, cambiato il mondo in cui vivevamo facendoci riscoprire quanto profondo sia il nostro legame, individuale oltre che collettivo, con il cibo. Un legame che avevamo confinato tra le nostre memorie di un mondo apparentemente finito, perché la gente si era abituata a stare poco in casa, a non cucinare, a comprare alimenti già confezionati. I lockdown ci hanno invece riportati a un rapporto salutare con la cucina, non solo dal punto di vista nutrizionale, cioè dell’equilibrio psicofisico, ma anche dei riti individuali e familiari che essa comporta, oltre a una maggiore attenzione per gli alimenti biologici e che rispettano gli animali e i criteri di sostenibilità. Dobbiamo infatti ricordare che il nostro rapporto con il cibo è, per esempio, segnale ineludibile delle nostre difficoltà personali e relazionali, un frammento importante della nostra storia psicologica, e che il rito del pasto è un momento in cui si cementa l’unità delle famiglie e si danno risposte alle generazioni più giovani che non possono essere delegate ai social, soprattutto in un frangente come questo, pieno di limitazioni collettive che potrebbero ancora durare nel tempo.  Il Premio Iolanda, quindi, non è solo occasione per distribuire premi agli scrittori, ma anche un momento in cui analizzare e approfondire tematiche che altrimenti rischierebbero la banalizzazione>>.

L’avvocatessa scrittrice Paola Trifirò Siniramed ha avuto la meglio, dopo ampia discussione tra i giurati del Premio, su Fabrizio Mangoni, autore del volume “Ricette narranti e racconti di cuoche” (Liguori Editore) e Carlo Spinelli con “Ottantafame – Ricettario sentimentale degli immortali anni ‘80” (Marsilio Cartabianca), gli altri due finalisti.

Vincitore della sezione “Letteratura del vino” è Stefano Cosma, autore di “Langoris. Storie di vini e di cavalieri”, pubblicato da Leg Edizioni, e per la sezione “Cucina della Memoria” la giornalista salentina Silvia Famularo con “Salento Divine Tavole – L’arte del gusto e dello stile”, Edizioni Grifo. La vincitrice della sezione “Giuseppe da Re” è Silvia Goggi con “L’Anti-Dieta. Per raggiungere e mantenere il tuo peso naturale bastano poche e semplici abitudini”, edito da Rizzoli.

<<Il premio Iolanda – spiega Davide Paolini, promotore dell’iniziativa – ha cercato sin dall’inizio di selezionare e, in un certo senso, stimolare l’uscita di libri che non siano solo ricettari, di cui ormai sono piene le librerie, ma testi che approfondiscano le problematiche intorno al cibo e al vino. Anno dopo anno, vediamo che questa impostazione ha successo, come dimostrato dai partecipanti all’edizione 2021>>