Özpetek diventa ambasciatore dell’Università del Salento

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“Ambasciatore dell’Università del Salento”.

Questo il tributo a Ferzan Özpetek da parte dell’Università del Salento. Il regista e sceneggiatore turco, che non ha certo bisogno di presentazioni, è particolarmente amato dal pubblico leccese per aver fotografato una Lecce inedita in alcune delle sue pellicole più belle: “Mine Vaganti” e “Allacciate le cinture”.

Il riconoscimento, proposto dal Dipartimento di Beni Culturali, è un’ulteriore conferma del legame tra Özpetek e il territorio.

Ieri la cerimonia nella sale di Studium 2000.

Il Rettore Fabio Pollice ha parlato di lui come una delle figure più rappresentative ed eclettiche della cinematografia mondiale, lo ha definito “un’intelligenza creativa caratterizzata da una sensibilità non comune, capace di cogliere l’essenza più profonda dei luoghi e delle comunità che li abitano attraverso l’occhio di una macchina da presa”.

«A lui – spiega –  va questo riconoscimento per la centralità assegnata, nella sua filmografia, al capoluogo leccese. Perché le sue storie non sono semplicemente ambientate nel Salento, ma raccontano la storia di un luogo: i personaggi e il loro vissuto finzionale entrano a far parte per sempre dei territori. Per le immagini del nostro territorio che hanno raggiunto, grazie a Ferzan, spettatori lontanissimi» .

Il regista ricorda con emozione la sua prima volta a Lecce, per girare “Mine Vaganti”.

«Da lì in poi un amore fortissimo mi ha legato alla vostra città. D’istinto ho voluto condividere la sua bellezza con il resto del mondo. Adesso “Mine vaganti” andrà a teatro perché resta uno dei miei film più amati e conosciuti. Probabilmente non lo ambienterò a Lecce, perché la Lecce del 2009 è molto diversa da quella di oggi. Della vostra città porto nel mio cuore non solo i luoghi ma anche le conoscenze, che sono diventate amicizie per la vita. Per questo e per avermi dato la possibilità di girare due film ambientati qui vi sono grato. Mi piacerebbe tornare nella vostra università a tenere una lezione. Amo la condivisione delle immagini come la condivisione delle idee».

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