“Organizzare la stagione? Siamo ancora in una fase di stallo”

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Costa salentina, concessioni demaniali e organizzazione per l’imminente stagione estiva. Ne parliamo con Marco Stella, titolare dello Star Beach, stabilimento che sorge tra San Cataldo e Frigole. Discreto, isolato, e a “misura di bagnante”, è tra quelli ad aver vinto il ricorso al Tar contro la decisione del Comune di Lecce di non estendere la proroga fino al 2033, proponendo un tempo “tecnico” di tre anni.

Al momento qual è la vostra situazione?

Stiamo cercando di capire in quale direzione muoverci, insieme alla CNA Puglia, che è l’associazione di cui faccio parte, insieme agli altri colleghi che, come me, hanno vinto il ricorso e insieme all’avvocato Danilo Lorenzo che ha rappresentato le nostre istanze. Anche dopo questa vittoria in primo grado bisogna vedere le prossime decisioni da parte del Comune. Di sicuro mi è stato comunicato un avvio di procedimento finalizzato allo smontaggio del lido perché, attualmente, io come molti miei colleghi, pur avendo vinto il ricorso al Tar ci troviamo sprovvisti di concessione demaniale e quindi di tutti i vari ed eventuali permessi. Diciamo che siamo in una fase di stallo e di incertezza. Non sappiamo ancora come regolarci.

Lavorare nell’impresa balneare non è semplice. Vi sentite tutelati a livello legislativo e/o amministrativo? Forse occorre maggiore chiarezza?

Non ci sentiamo assolutamente tutelati, sia a livello legislativo che a livello amministrativo. Lo dimostra anche l’enorme diversità di pensiero tra enti locali, enti regionali, lo Stato e la Comunità Europea. Il nostro sicuramente non è un lavoro facile e non si può pensare di rinnovare le concessioni di tre/quattro anni perché, a tutti gli effetti, la nostra è una professione e, come tale, richiede anche una formazione. Chi ci vuole indirizzare, o indicare la strada, molto spesso non ha la reale conoscenza di quello che è il lavoro di un balneare. Io personalmente sono stato una sorta di pioniere: ho una concessione in un punto isolato, non battuto, anzi, esposto alle tempeste e alle mareggiate, eppure qui ho portato dei servizi, lottando anche con problemi di erosione, realizzando progetti con le varie amministrazioni. Praticamente il mio lido sorge nel nulla e, per essere quanto più possibile connesso al paesaggio  ho predisposto una sola fila di ombrelloni e, sempre nel rispetto dell’ambiente, utilizzo le biomasse, con tronchi e alghe ho creato le condizioni per il rinascimento naturale delle dune. Su questo punto sono in linea con la visione del Comune Lecce, ovvero di sfruttare determinate tecniche a tutela del territorio. Forse meritiamo una maggiore considerazione, dal momento che, in qualche modo, siamo manutentori e sentinelle delle spiagge. Nella maggior parte dei casi siamo presenti tutto l’anno. Trovo assurdo che, una volta acquisiti e rispettati tutti i pareri e i permessi ambientali, si debbano smantellare le strutture una voklta terminata la stagione estiva. Un iter come questo non potrà mai creare i presupposti per l’avvio della destagionalizzazione, senza dimenticare il danno ambientale dovuto ai lavori eseguiti per rimettere in piedi i manufatti e, non ultimo, lo  sforzo economico a cui dobbiamo sottostare.

Al momento siete nelle condizioni di programmare l’imminente stagione estiva?

Siamo in una fase di stallo assoluto. La non chiarezza si evince anche dal fatto che ci hanno chiesto il pagamento anticipato della concessione demaniale per il  2021 senza sapere se quest’estate possiamo aprire. Non siamo ancora in grado di organizzare la stagione estiva, almeno, in queste condizioni non è affatto semplice. E se ci fermiamo noi, si ferma anche tutto l’indotto che ruota attorno a questa realtà.

Come immagina il futuro delle marine leccesi?

Io ho sempre avuto una visione ottimista, altrimenti non avrei aperto il lido nel nulla. Continuo ad esserlo anche se, alla luce di tutto quello che sta succedendo, inizia ad essere difficile. Ma non perdo la fiducia nel futuro. Per intraprendere questa strada, e continuarla a percorrere, occorrono due cose: ottimismo e coraggio.

Marco Stella – Star Beach (Frigole-San Cataldo)