“Maggiore tutela per chi opera nel settore balneare”. L’istanza di un imprenditore salentino

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Con una lettera aperta, indirizzata all’assessore regionale al Turismo, Massimo Bray, Luca Pascali, gestore del “Lido Marangi” di San Foca, mette in evidenza alcune difficoltà incontrate dagli imprenditori balneari, spesso alle prese con cavilli burocratici e norme che, si legge nella missiva, “non sempre tutelano chi lavora in questo settore”.

<<Opero da oltre vent’anni sulle spiagge ma non mi sono mai sentito tutelato in nessun modo dallo Stato e dalle sue leggi sul demanio. Come ogni imprenditore – scrive Pascali –  ho sostenuto  investimenti per rendere funzionale e attraente il lido; sono stato soggetto al rischio d’impresa, che in alcuni casi ha assunto le scomode fattezze di un andamento sfavorevole del tempo nella stagione estiva, in altri, delle problematiche ambientali, legate alla terribile erosione della costa e alle correnti marine, che hanno ridotto la porzione di spiaggia di nostra concessione, creando non pochi disagi nel bel mezzo della stagione balneare. Subiamo da diverso tempo un forte accanimento (a mio avviso inspiegabile) da parte delle sovraintendenze che, peraltro, risultano essere poco disponibili al dialogo e alla collaborazione. Abbiamo presentato richieste, istanze, e anche  progetti, redatti da tecnici competenti, per offrire il nostro servizio di attività turistico-ricreativa per tutto l’anno e non limitatamente alla stagione che va da maggio a settembre,  dal momento che, sul territorio, sono presenti associazioni sportive che anche durante i mesi invernali praticano attività. Ebbene, non abbiamo mai ricevuto risposte ufficiali dagli enti preposti>>.

Ma il vero nodo che sta a cuore a Luca è quello legato ad una questione molto dibattuta: lo smontaggio degli stabilimenti balneari una volta archiviata la stagione estiva.

<<È una normativa contraddittoria e poco funzionale all’attività – prosegue l’imprenditore salentino -, secondo decisioni prese in modo arbitrario e senza cognizione di causa, da parte di qualche funzionario poco esperto in materia; ci si ritrova, così, ad  affrontare un doppio problema: da un lato i costi esorbitanti di smantellamento e successivo montaggio dello  stabilimento, con cadenza stagionale, per il quale non basterebbero tre stagioni di duro lavoro per ammortizzare i costi; dall’altro l’impatto ambientale, assolutamente da non sottovalutare, che porta ad un’alterazione dell’ambiente costiero. In base alla mia esperienza ho maturato l’idea che nei Comuni ci sia un modus operandi molto confusionario e contraddittorio: si denota una mancata assunzione  di responsabilità su decisioni così importanti che riguardano il futuro di queste piccole imprese balneari. C’è un rimbalzo di responsabilità da un soggetto ad un altro, probabilmente a causa della forte pressione che viene esercitata dalle procure e dalle sovraintendenze. Quest’ iter burocratico, lungo e tortuoso, fa ritardare tutto il sistema di  autorizzazioni e concessioni, mettendo in difficoltà il piccolo imprenditore, che deve pianificare per tempo il proprio lavoro. Ultima cosa da non sottovalutare, l’obbligo di  rimontare gli stabilimenti non prima dell’1 di aprile, secondo l’ultima ordinanza regionale balneare. Una vera e propria assurdità. La primavera vedrà spiagge piene di cumuli di spazzatura e cantiere di approntamento lidi>>.

Da qui la richiesta rivolta all’assessore Bray affinché possa fare chiarezza su ordinanze, leggi, normative, comunicati, permessi, autorizzazioni, al fine di camminare tutti nella stessa direzione; tendendo una mano a tutti quegli imprenditori che abbiano voglia di lavorare e investire il proprio tempo, e i propri guadagni, a migliorare l’area demaniale concessa, a mantenere decorosa la zona circostante e a far crescere il turismo in Puglia.

Luca Pascali – Lido Marangi (San Foca)