Le note raffinate di Evy Arnesano

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Minuta lei, grande la sua voce.
Evy Arnesano, cantautrice salentina dalle indiscutibili capacità vocali, è una delle promesse mantenute del panorama canoro salentino. Artista eclettica (suona, compone, arrangia, canta) ha un talento naturale, come dimostra il suo ultimo videoclip, “L’amore di un Luporso”, girato in Trentino.
Il video, uscito a metà gennaio, è il frutto della collaborazione con il fotografo e regista Leonardo Fabbri (autore, fra l’altro, della copertina dello stesso singolo e del servizio fotografico ad esso inerente).
Le note cucite insieme dall’artista leccese, vestono perfettamente i declivi e i boschi dove si nasconde il Luporso, questo misterioso animale che fonde in sé i pregi sia del lupo che dell’orso. Una moderna favola d’amore che riserva un finale a sorpresa.
Pop-elettronico e sonorità dolci, l’ultima fatica musicale di Evy non è che uno degli anelli musicali che andranno a completare l’album in via di creazione.
Un percorso al contrario, il suo, decisamente originale, quello di pubblicare prima i singoli, per poi dare vita al cd vero e proprio.
Quattro brani sono già venuti alla luce: “Ogni puntino tondo”, “Rudyistyping”, “Su un tappeto di scuse” e “L’amore di un Luporso”.
“E’ una formula controcorrente e pratica – spiega la cantautrice nata a Squinzano, ma ormai cittadina del mondo– dettata anche dalle difficoltà in cui versa la discografia italiana che da tempo lamenta un deciso calo delle vendite dei cd”.
E intanto, la laboriosa Evy, che continua a fare spola con il Trentino, ha già in mente il prossimo brano che ci farà compagnia per l’estate.
 
Dal mare salentino alle montagne del Trentino. Come è nata questa idea?
Sono una persona molto curiosa. Non conoscevo la montagna, anzi, in passato ho sempre immaginato che non mi sarebbe piaciuta perché legata al freddo, ma mi sbagliavo. Ho visitato per la prima volta il Trentino lo scorso anno e ne sono rimasta folgorata da subito, tanto da intraprendere una serie di numerosi viaggi successivi che mi hanno fatto conoscere un po’ meglio la realtà soprattutto naturalistica di quei luoghi splendidi. Pensa che, pusillanime come sono, ho trovato il coraggio anche di arrampicarmi. L’amore di un Luporso è nata dopo uno di quei viaggi, ripensando a quei boschi e a quello scenario che mi ha permeato di un certo romanticismo (inconsueto nei miei brani). Il testo della canzone è infatti sognante e sentimentale, senza tracce diquella pungente ironia e disillusione con cui ho rivestito in passato le storie raccontate. A differenza di quelle precedenti, questa è una favola d’amore.
 
Importante la collaborazione con Leonardo Fabbri. Ci sono altri progetti con lui?
Leonardo è stato il primo mio vero collaboratore da quando ho cominciato il percorso musicale solista. Ho lavorato in realtà con tanti musicisti, fotografi, fonici ai quali però ho sempre dato indicazioni molto precise sul da farsi. In questo caso c’è stata una partecipazione al progetto con le sue idee. Avevamo già cominciato a collaborare con “Rudyistyping”, il singolo precedente, gli avevo chiesto successivamente il servizio fotografico nella sua terra (è trentino). Dopo aver scritto “L’amore di un Luporso” e avergliela fatta ascoltare ha avuto l’idea del video e siamo partiti per l’avventura che conoscete. Il sodalizio ha dato buoni frutti per cui gli ho già chiesto di proseguire la collaborazione con il nuovo video e foto per i quali stiamo già sviluppando delle idee.Ho già scritto la canzone della mia (e spero anche della vostra) estate, un brano molto positivo, allegro, spensierato, diretto, impreziosito da un grande semplice messaggio di ottimismo.
 
Da “Tipa ideale”, che ha segnato il tuo esordio a “L’amore di un Luporso”, cos’è cambiato in te e nelle tue scelte musicali?
Più che di un vero cambiamento,in questi nuovi brani in cui c’è l’apertura verso un pop sintetico, si percepisce il desiderio semplicemente di abbracciare numerosi generi. Non ho dimenticato peròsamba, bossa, swing e i diversi stili anni sessanta che ritornano in altri episodi del nuovo album in lavorazione.
 
Cosa ne pensi di Sanremo, soprattutto alla luce della recente vittoria, nella sezione giovani, di Antonio Maggio, anche lui di Squinzano, come te?
Penso che mi piacerebbe tantissimo poter arrivare su quel palco, anche se mi rendo conto che le mie possibilità personali rimangono pari a zero fino a che le nuove proposte saranno catalogate come giovani, con un limite di età che non favorisce le lunghe gavette di chi come me ha un percorso indipendente. E d’altra parte è difficile pensare di diventare big di colpo!
Per quanto riguarda la vittoria di Antonio, per me, oltre che una grande gioia visto il rapporto di stima e amicizia che ci lega da tempo, è una volta di più la testimonianza del bisogno diffuso di messaggi ironici e positivi nelle canzoni. Ad Antonio auguro di potersi godere questo suo “riscatto”; ha tenuto duro dimostrando che aveva le carte in regola per sfondare.
 
Per te musica è….
Come dico sempre: la musica è la mia malattia e la sua cura.

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