“L’arte per i diritti umani”: il messaggio di Kerry Kennedy a Lecce

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Il filo dei diritti umani passa dal Must di Lecce con una lezione di coraggio al femminile. E’ stata infatti una donna straordinaria come Kerry Kennedy ad inaugurare la mostra “Ladies for Human rights”. Discendente della famiglia americana simbolo delle battaglie democratiche che hanno fatto la storia degli Stati Uniti d’America nel secondo Novecento, la signora Kennedy sfoggia la presenza carismatica tipica di chi ha scelto consapevolmente di sposare le cause in ragione dei loro contenuti lasciando le forme come mero accessorio.
È, del resto, un confronto sulla stessa lunghezza d’onda quello tra Kerry Kennedy e le “Ladies” ritratte dal maestro Marcello Reboani: diciotto primi piani di donne del nostro tempo che hanno dedicato energia e vita alla causa dei diritti umani. Ad ogni quadro l’ospite americana si avvicina osservando con attenzione non solo i dettagli materici scelti dall’artista, ma anche la forza intrinseca di ogni donna ritratta.
“Questa mostra racconta storie di donne coraggiose. Quanto ancora – le chiediamo – resta da fare nel campo dei diritti umani”? Davanti ai volti delle attiviste impegnate sul fronte delle battaglie politiche – come la birmana Aung San Suu Kyi o la pacifista liberiana Leymah Ghowee – Kerry Kennedy indica la strada: “La politica deve assicurare che le donne possano arrivare al potere. La presenza femminile con incarichi di leadership nelle aziende è indispensabile quanto all’interno dei parlamenti”. Ma prima ancora, sottolinea, bisogna arginare la mattanza: “La violenza sulle donne, soprattutto quella domestica, è una delle urgenze più immediate. Sono necessarie leggi e, più di ogni altra cosa, serve mettere in atto concretamente la tutela giudiziaria”.
Nell’ampia selezione di personaggi femminili in mostra, molte le icone dello star-system ritratte: la conturbante Elizabeth Taylor, l’eterea Audrey Hepburn, la regina della british-music Annie Lennox e “l’usignolo di Woodstock”, Joan Baez. Tutte hanno contaminato il ruolo artistico con uno spiccato impegno civile. La breve ma intensa conversazione con Kerry Kennedy prosegue: “Come riesce l’arte a sensibilizzare le coscienze verso il tema dei diritti umanitari?”, la domanda.
“E’ un linguaggio – risponde – che arriva diretto alle coscienze delle persone, provocando delle riflessioni su ciò che rappresenta. Tutti dovrebbero venire a visitare questa mostra, cittadini e turisti, perché crea gioia, offre la possibilità di immaginare dei cambiamenti nella società”. Resta per qualche attimo in silenzio e poi aggiunge: “Il ritratto di Malala, posto nella hall, non è forse di grande impatto? Guardarlo, osservare i grandi occhi, riflettere sul coraggio di una ragazza che, così giovane, è già un esempio di cambiamento nel suo paese e nel mondo, è assolutamente commovente.”
Ed è vero. La rappresentazione del volto dell’adolescente pakistana, proposto come novità in occasione della mostra leccese, è emozionante e ci accompagna verso il commiato: “In che modo si  sensibilizzano le giovani generazioni all’impegno civile e alla cultura dei diritti umani”?  Per lady Kennedy il mondo dell’arte è una grande opportunità di comunicazione: “Le attività del RFK Center, per esempio, prevedono che gli studenti coinvolti nel progetto realizzino dei video o delle rappresentazioni teatrali tematiche, perché è dalle nuove generazioni che arrivano i grandi cambiamenti sociali”.
 
 

Il personaggio: Kerry Kennedy

Figlia del senatore Robert Kennedy, assassinato  il 6 agosto del 1968, Kerry Kennedy ha fatto dell’impegno per i diritti umani la sua ragione di vita. Avvocato e scrittrice, dal 1981 è impegnata nell’attività di promozione della giustizia sociale e della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo. Nel 1988 fonda il RFK Center for Justice and Human Rights, organizzazione no profit – di cui è presidente – con la quale porta avanti la campagna in difesa dei diritti universali. Tra le numerose iniziative che ha ideato, l’ultima in ordine di tempo è “Speak Truth To Power”, un progetto globale di educazione ai diritti rivolto, soprattutto, agli studenti di tutto il mondo coinvolgendoli in un percorso di attività didattiche e artistiche nelle quali esprimere la propria visione e la sensibilità sul tema dei diritti umani. Conosciuta nel mondo per il suo impegno civile, è a capo del Consiglio di Amnesty International per gli Usa. Tanti i riconoscimenti che ha meritato nel corso della sua attività, tra cui quello ricevuto dal premier polacco Lech Walesa per l’aiuto al movimento Solidarnosc. Settima di undici figli e madre di tre ragazze, Kerry Kennedy ritiene che la famiglia sia il primo nucleo di giustizia sociale.
 
 
 

“Ladies for Human Rights”: la mostra

L’arte per comunicare, per trasmettere, per stimolare non solo il senso estetico. Il valore di “Ladies for human rights”, in mostra dal 25 ottobre al 26 novembre scorso al MUST, è immediatamente chiaro all’occhio di un visitatore sensibile. Lady Diana e Madre Teresa di Calcutta, Rita Levi Montalcini e Rania di Giordania, insieme ad altre 14 importanti donne ritratte sono “straordinarie muse che si sono battute con coraggio per la difesa dei diritti” – spiega Melissa Proietti, curatrice della mostra -. I “ritratti da toccare”, come li definisce l’artista Marcello Reboani, sono realizzati in tecnica mista con materiali di recupero, ricevuti in donazione.

A metà tra il pop e l’arte povera, la personale di Reboani si caratterizza per la varietà di colori e di dettagli materici, appositamente scelti per indicare la provenienza e la storia di ciascuna protagonista. Nato da un’idea di Melissa Proietti in collaborazione con il maestro Reboani, il progetto di mostra itinerante è stato adottato dal RFK Center for Justice and Human Rights Europe. Inaugurata per la prima volta a Firenze, la mostra giunge nel Salento per la sua seconda tappa, patrocinata dal Comune e promossa da Vestas Hotels e Resorts: “Questa iniziativa, ad oggi, credo che sia il fiore all’occhiello della nostra catena – spiega il presidente, Andrea Montinari-. Come ambasciatori dell’ospitalità pugliese, cerchiamo di coniugare la professionalità e la promozione del territorio attraverso iniziative culturali”.
 
 
Ph. Pierpaolo Schiavone

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