La personale di Michelangelo Pistoletto al Castello di Gallipoli

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Spiegare il concetto del Terzo Paradiso ai bambini è molto semplice: “I bambini capiscono subito, basta fare riferimento a papà e mamma dire che dall’incontro di due realtà diverse, nascono loro; che i bambini sono al centro e rappresentano la creazione. Ecco, il Terzo Paradiso è la creazione”.
Il maestro Michelangelo Pistoletto, artista italiano tra i più conosciuti al mondo, pittore, scultore, esponente della Pop Art, animatore e protagonista del movimento dell’Arte Povera, esemplifica così, il suo lavoro sul Terzo Paradiso, in occasione dell’inaugurazione della sua personale presso il Castello di Gallipoli.
Il simbolo che lo rappresenta è un’evoluzione del segno dell’infinito. Tra i due cerchi opposti, rappresentanti uno la natura l’altro l’artificio, ne nasce un terzo, al centro, che simboleggia il grembo generativo del Terzo Paradiso “un ideale superamento del conflitto distruttivo in cui natura e artificio si trovano nell’attuale società”.
Il tratto d’unione tra la natura e l’artificio umano. Il simbolo della creazione.
“Non so se l’arte può cambiare il mondo – continua il maestro durante il discorso d’inaugurazione -, so solo che lavorando in questa direzione mi sento meglio. La gioia sta nel percorrere metro dopo metro il proprio cammino, godendo del lavoro che si fa, e avendo l’ambizione di arrivare verso il cambiamento”. La chiave di tutto è la creatività, e in questo processo nessuno deve sentirsi escluso. “La creatività non è soltanto di chi lavora con l’arte, oggi da artista non mi trovo più a fare un’opera da solo – segue Pistoletto -, per il cambiamento ho bisogno degli altri, altrimenti non c’è reale mutamento”.
Gli artisti non devono isolarsi, concetto che ha ripetuto agli studenti quando insegnava presso l’Accademia di Vienna.
“A loro ho detto che non volevo artisti falliti – racconta – che nei musei riescono ad entrarci in pochi, che non c’è posto per tutti, ma che la società intera stava aspettando la loro creatività e quindi li ho spronati a lavorare per cambiare le cose: cambiare non soltanto la materia, ma la società e la gente che aspetta di essere trasformata”. L’appello del maestro è servito. “Non c’è stato neanche un artista fallito, tutti quanti lavorano usano diverse tecniche, nei più svariati campi, nessuno soffre di non essere nei musei: la creatività è una dinamica che entra nel mondo”. Ed ecco spiegato anche l’impegno del maestro nella Città dell’arte di Biella, dove l’arte è in connessione con tutti gli ambiti della vita sociale.
“Oggi il committente per me non è più il Palazzo, ma la società sofferente che in qualche maniera non riesce a unirsi in un pensiero comune – e conclude -, per me è stato importante offrire un simbolo, appunto, il Terzo Paradiso, nato dal segno matematico dell’infinito che rappresenta l’inafferrabilità, al quale si innesta il terzo cerchio, simbolo del definito, della durata delle cose”.
Il Terzo Paradiso è stato allestito in Piazza d’Armi, al cui centro è stato posto un ceppo di ulivo dentro al quale germoglierà un ulivo neonato. L’opera è dedicata dal maestro al Salento come segno di “soluzione e rinascita” a fronte dell’epidemia batterica che colpisce gli ulivi pugliesi. La Xylella e tutte le sue implicazioni saranno lette da Pistoletto attraverso le lente della “trasformazione e della guarigione”. L’opera è stata realizzata in collaborazione con l’azienda Pimar usando rigorosamente i pizzotti di pietra leccese (posati da Restructura) blocchi estratti direttamente dalla cava che, non subendo ulteriori cicli di lavorazione, valorizzeranno la natura materica dell’opera, rispettando una risorsa non rinnovabile come la pietra.
Nella sala ennagonale sarà installato, invece, un labirinto di cartone, con al centro il tavolo specchiante LoveDifference, a forma di Mar Mediterraneo, circondato da sedie provenienti dalle culture che si affacciano al Mare Nostrum. In un’altra sala espositiva vi saranno i Quadri Specchianti e il Segno Arte, frutto di sperimentazioni iniziate negli anni Sessanta, attraverso l’impiego di numerosi materiali e tecniche, con l’intento di coinvolgere attivamente lo spettatore nell’opera. Mentre i Quadri specchianti inglobano il mutare del tempo, il Segno Arte fissa la dimensione umana dell’uomo vitruviano e la ripropone negli oggetti d’uso quotidiano. La mostra, pensata per Gallipoli, contiene evidenti valenze simboliche che riguardano la vita sociale nel suo più alto momento di crisi ed esprime contemporaneamente la via del dialogo – LoveDifference – e della rinascita: il Terzo Paradiso e il germoglio d’ulivo.
La mostra, visitabile fino al 27 settembre 2015, è curata da Manuela Gandini, ha ottenuto il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ed è prodotta dall’agenzia di comunicazione Orione – che gestisce il Castello con la direzione artistica dell’architetto Raffaela Zizzari – in sinergia con l’Amministrazione comunale.
Sabato 6 giugno Pistoletto, è stato insignito del Premio Barocco che quest’anno sarà ospitato proprio nelle sale del Castello di Gallipoli.
Biografia
Dopo il Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia, nel 2004 l’Università di Torino conferisce a Michelangelo Pistoletto la laurea honoris causa in Scienze Politiche. In tale occasione l’artista annuncia quella che costituisce la fase più recente del suo lavoro, denominata Terzo Paradiso. Il simbolo scaturisce da una riconfigurazione del segno matematico d’infinito. Tra i due cerchi opposti, assunti rispettivamente a significato di natura e artificio, viene inserito un cerchio centrale, a rappresentare il grembo generativo del Terzo Paradiso, ideale superamento dell’attuale conflitto tra natura e artificio. Il segno centrale diviene l’auspicio urgente di una risoluzione nel quale armonizzare le due parti. Nel 2007 Pistoletto riceve a Gerusalemme il Wolf Foundation Prize in Arts, “per la sua carriera costantemente creativa come artista, educatore e attivatore, la cui instancabile intelligenza ha dato origine a forme d’arte premonitrici che contribuiscono ad una nuova comprensione del mondo”. Nel dicembre 2012, capovolgendo la visione negativa della profezia Maya, si fa promotore del Rebirth-day, prima giornata universale della rinascita, facendo realizzare da una rete di Ambasciatori il Terzo Paradiso contemporaneamente in oltre 70 paesi del mondo. I materiali utilizzati sono innumerevoli e appartengono alla quotidianità: tappi di bottiglia, reti, torce, reperti storici, persone disabili, fiori, orti ecc. L’ubiquità del segno è possibile grazie alla crescente partecipazione di una rete di collaboratori, “ambasciatori del Terzo Paradiso”, e delle varie cittadinanze locali. Nel 2013, da aprile a settembre, è protagonista al Museo del Louvre di Parigi con la sua personale: Michelangelo Pistoletto, année un – le paradis sur terre. Nello stesso anno, l’artista riceve a Tokyo il Praemium Imperiale per la pittura (il Nobel per l’arte) per mano del Principe Imperiare. L’artista è impegnato, sin dagli esordi, nell’elaborazione di un’arte socialmente attiva e dinamica.
Manuela Gandini è curatrice e critica d’arte contemporanea, collabora con quotidiano “La Stampa”, è caporedattore delle pagine dell’arte della rivista “Alfabeta2” e docente di Critical Writing alla Naba di Milano (Nuova Accademia d’Arte Contemporanea). È autrice di numerosi saggi tra i quali “Ileana Sonnabend. The queen of Art” (Castelvecchi). Ha curato mostre in Italia e all’estero, lavorando in zone di guerra e in situazioni sociali estreme.

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