Il teatro, veicolo di progresso civile in una società fragile

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La crisi fa sentire i suoi effetti sul teatro, la cultura e l’arte. Anche nella nostra regione chiudono teatri, si sciolgono compagnie e molti amministrazioni pubbliche non riescono a varare le loro programmazioni.
Noi siamo qui a rispettare gli impegni che abbiamo preso con noi stessi che quotidianamente e da lungo tempo dedichiamo le nostre migliori energie al teatro. Siamo qui a rispettare gli impegni con le istituzioni che in mezzo a un mare di difficoltà hanno fiducia nel nostro lavoro e nella qualità del nostro progetto. Siamo qui a rispettare gli impegni con il nostro pubblico, bambini, giovani, adulti, famiglie che ancora credono nella capacità del teatro di essere veicolo di crescita culturale e civile in una società allo sbando.
Quella che ci attende sarà una stagione che rimette al centro del progetto il lavoro dell’attore e dell’artista, che si misura con le necessità e le emergenze del presente e che guarda all’altro, alla diversità culturale e sociale. L’attore, l’artista e le sue comunità di riferimento. Sarà una stagione giovane che non perde però punti di riferimento nella storia e nell’esperienza di Koreja. I Cantieri sono diventati meta privilegiata per tantissimi ragazzi e giovani che vi trovano modelli, maestri, pratiche e sogni necessari per superare paure e limiti. Ma ai Cantieri tornano testimoni e protagonisti della cultura teatrale che hanno segnato il secolo passato. Il ponte fra tradizione e contemporaneità si consolida e ci proietta dentro le contraddizioni del nuovo secolo. Sarà una stagione di viaggi nel vecchio e nel nuovo mondo con gli spettacoli che porteremo in giro.
L’overture è affidata alla decima edizione di “Open Dance”, spazio aperto alle novità coreografiche, nazionali e internazionali che mettono al centro il danzatore e la sua capacità di mostrare, attraverso il corpo, qualcosa di diverso dal quotidiano a un pubblico che cresce di anno in anno. Una provocazione al contemporaneo che mette al centro la danza e la sua capacità unica di far emergere l’invisibile, di riconsiderare la condizione umana, di pensarla, di percepirla. Il programma mette in fila il meglio della danza contemporanea e del teatro danza italiano e internazionale, da Abbondanza Bretoni a Virgilio Sieni, dal Balletto del Sud ai giovanissimi Marco D’Agostin e Francesca Foscarini, da Artemis Danza a Kinkaleri e a Le Supplici di Fabrizio Favale. Attesissima il 19 ottobre la prima nazionale di Twerk con i francesi Cecilia Bengolea e François Chaignaud.
A novembre, invece, parte la diciannovesima edizione del “Teatro in Tasca”, un omaggio all’incessante rinnovarsi del pensiero bambino che ci abita. I bambini compiono ogni giorno atti di vita nei loro giochi di finzione e diventano pubblico di se stessi senza rendersi conto di quanto quei giochi spalanchino le porte sul mondo; così ci chiediamo se gli adulti, a confronto con quei pezzetti di immaginario bambino che il gioco del teatro regala, riescano a dialogare con l’infanzia in uno scambio alla pari.
“Teatro in Tasca” è un’occasione per stare insieme, per un salto nel tempo, per una capriola all’indietro. Un programma che vede il ritorno di alcuni spettacoli cult come Nessun Dorma di Kinkaleri e Di segno in Segno di Giallo Mare Minimal Teatro più alcune novità come il Rocamora Teatre di Barcellona o i Madame Rebinè di Torino che per il consueto appuntamento della Befana mettono in scena uno spettacolo fra giocoleria, trapezio, magia, canto, musica, commedia dell’arte, danza, acrobatica e clown. E poi ancora Teatro Distinto di Alessandria, il Crest di Taranto, il Teatro degli Accettella di Roma e Luigi Maio da Genova con la sua Hystoire du Soldat.
La stagione “Strade Maestre” sarà un po’ l’emblema del nostro approccio al teatro, il teatro fatto da attori che riescono ad accompagnarci nella scoperta di ciò che non conosciamo, di ciò che non vediamo solitamente, nella scoperta di percezioni diverse con molta attenzione all’impegno civile e all’attenzione per l’altro, il diverso.
Si aprirà con il debutto del nuovo spettacolo di Koreja che si misura con Il Matrimonio tratto dalla famosa commedia di Gogol, un classico della tradizione teatrale dell’Est Europa. Poi, in scena, l’atteso ritorno di Cesar Brie dall’Argentina e di Babilonia Teatri da Verona, Paolo Pisanelli con il suo Aquilane performance di cine-teatro ispirata alle voci e alle visioni da una città dispersa, il Teatro Cargo di Genova con L’Odissea dei Ragazzi, il Teatro Kismet di Bari con Piccola Antigone Cara Medea di Tarantino, l’Associazione Nireo con Canzoni Anni30, Il Racconto dei Promessi Sposi del Teatro Invito di Lecco, Nicola Savarese con una conferenza-spettacolo su Shakespeare, le lezioni-spettacolo di Gino Castaldo su Frank Zappa ed Amy Winehouse, Pontedera Teatro e la compagnia Berardi-Casolari, solo per citarne alcuni.
E come sempre spazio all’arte contemporanea con “Senso Plurimo 5”, la rassegna ideata e curata da Marinilde Giannandrea che in questi anni ha fatto interagire l’arte contemporanea con il pubblico del teatro. Quest’anno intende aprirsi a una dimensione nazionale e integrare il suo tradizionale spazio espositivo destinato a sei mostre personali di giovani artisti tra cui Gianluca Marinelli e Fabio Mazzola, con progetti di ricerca, formazione e produzione artistica e con quattro residenze/laboratorio.
Luca Coclite, Raffaele Fiorella, Francesca Loprieno e Luigi Massari, invece, in stretta relazione con il pubblico e con la città, faranno interagire arti visive, teatro, musica, i linguaggi della rete e la didattica laboratoriale.

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