Il castello Dentice di Frasso a Carovigno

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Nel mezzo della provincia brindisina, poggiata su un colle di media altura, sorge Carovigno, città di fondazione japigia che fu fiorente centro messapico; “Carovigno”, dal messapico Karpene al greco Carbina, per dire “terra fruttifera”.
Di impianto feudale, dal Settecento di pertinenza della famiglia Imperiali, titolari anche del marchesato di Oria e del principato di Francavilla Fontana, fu venduta poi senza obblighi di feudalità a Gerardo Dentice, principe di Frasso, del cui casato conserva oggi il nome la sua roccaforte, incastonata a ruolo di vedetta nel punto più alto della cittadina.
Il castello Dentice di Frasso appare come un vero e proprio maniero difensivo, composto di una torre dalla caratteristica forma “a mandorla”, voluta e costruita nel XV secolo dalla famiglia Loffreda, in un momento storico che vedeva Carovigno oggetto di invasioni saracene. La particolare forma ogivale punta il suo vertice in direzione del mare e fu progettata per dare l’aspetto di una struttura così sfuggente e fortificata da risultare inespugnabile.
La struttura originaria, di cui non resta pressoché nulla, si fa risalire all’epoca normanna, quando la torre principale era quadrata. In seguito, tra il XIV e il XV secolo, per volere del Principe di Taranto Raimondo Orsini del Balzo e di sua moglie, la contessa leccese Maria D’Enghien, venne costruita una seconda torre circolare.
L’architettura generale del castello si è modificata nei secoli ogni volta che è cambiato il suo feudatario, anche a causa delle numerose dominazioni sulla città e sul territorio circostante. Nonostante questo, rispecchia in qualche modo tutte le stratificazioni sociali tipiche delle fortezze medievali e conserva una coerenza compositiva riconoscibile e netta.
L’aspetto che oggi ha il castello si deve in gran parte ai restauri novecenteschi voluti proprio dalla famiglia Dentice di Frasso, una struttura dall’architettura elegante ed essenziale, con particolari e dettagli dal sapore nobiliare.
Pietra chiara, scalinate e angoli suggestivi nel poetico cortile che accoglie anche alberi altissimi: nei giorni ventosi i rami e le foglie diventano corde e tasti di musiche rare. Nella bella stagione è il luogo perfetto per la fruizione, in un’atmosfera di eccezionale armonia, di musica classica e performance musicali e teatrali.
Il restauro più corposo è opera di un architetto di origini leccesi, Gaetano Marschieczek, che portò al castello un nuovo periodo di magnificenza e ricchezza, a partire dal 1961.
Tra gli ospiti illustri del castello Dentice di Frasso si ricordano, tra i tanti aristocratici europei, anche Guglielmo Marconi, Ruggero Leoncavallo e re Vittorio Emanuele III.
Oggi Dentice di Frasso è un contenitore culturale tra i più prestigiosi della provincia; sede di alcuni uffici preposti alle attività culturali o alla tutela ambientale, tutto il piano nobile ospita regolarmente delle mostre di artisti internazionali e degli eventi di natura congressuale o di interesse storico.
Nel piano interrato restano le prigioni e le stanze riservate alla gendarmeria, al piano terra le cucine e le stanze della servitù e al primo piano le aree nobili, un tempo ad uso esclusivo dei signori.
Si racconta di un amore particolare e romantico tra Alfredo Dentice di Frasso, ammiraglio della reale marina, uomo “di mondo” ed Elisabetta Schlippenbach, donna di raffinata cultura: insieme presero possesso del castello nel 1904. Proprio alla personalità particolarmente spiccata della donna si deve quell’atmosfera neogotica e nordeuropea che conserva il castello. Lo adornò di ogni specie di fiori e ripropose, sulle vecchie mura, negli interni, nelle decorazioni e negli arredi, quello stile di vita dell’ultima aristocrazia asburgica.
È attorno al castello che oggi si sviluppa il centro storico di Carovigno, proprio secondo la struttura urbanistica dei borghi medievali con piccole strade, porte d’ingresso alla città e cinta murarie: una piccola perla ai confini col Salento da cui si gode di una vista eccezionale sulle terre del sud.
Autore: Jessica Niglio
 
[box style=”rounded” border=”full”]Dentice di Frasso castle in Carovigno In the middle of Brindisi’s province, on a hill, stands Carovigno, city of japigian foundation that was a thriving messapic center; “Carovigno” from the messapic Karpene to the greek Carbina, “fruitful earth”. The castle appears like a real defensive manor, consisting of an almond-shaped tower, commissioned and built in the 15th century by the Loffreda family, in a historical moment that saw Carovigno target of the Saracen invasions. The original structure, of which almost nothing remains, can be traced back to the Norman period. Later, between the 14th and 15th centuries, at the behest of Prince of Taranto Raimondo del Balzo Orsini and his wife, the Countess of Lecce Maria D’Enghien, a second round tower was built. The castle’s aspect is due in large part to the restoration of the 20th century by the Dentice di Frasso’s family, an elegant and simple architecture, a cultural center among the most prestigious in the province. In the basement remain the prisons and the rooms for the gendarmerie, on the ground floor the kitchen and servants’ rooms and on the 1st floor the noble areas. Today, around the castle lies the historical center of Carovigno, according to the urban structure of the medieval villages, with narrow streets, entrances to the city and city walls: a pearl by the Salento’s borders where a great view of the south lands can be enjoyed.[/box]

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