Da Modena a Lecce in bicicletta, l’impresa dei fratelli Spedicato

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Un’impresa fantastica, fatta con gambe, testa e cuore, quel cuore che unisce nord e sud attraverso il legame speciale di due fratelli, Paulo e Felice Spedicato che hanno reso possibile qualcosa di impossibile: attraversare l’Italia in bici, percorrendo 970 chilometri in soli sei giorni, pedalando da Modena fino a Lecce (più esattamente Arnesano) senza mai perdere l’entusiasmo e la voglia di farcela.

Il progetto nasce durante i mesi di lockdown. Paulo, luogotenente della Marina Militare, vive nel Salento, suo fratello Felice, che lavora per una ditta di import-export, si è trasferito da anni proprio nel modenese. La lontananza fisica, resa ancora più aspra dal confinamento obbligato, fa scattare qualcosa nei due fratelli “quasi gemelli” (classe’71 e ’72, ma con solo dieci mesi di differenza) che mettono a punto un’idea che prende forma con il passare del tempo. I mesi sono scanditi da allenamenti serrati, da mappe studiate in ogni minimo dettaglio per tracciare i tragitti migliori e da una preparazione non solo atletica ma anche emotiva per portare a termine il piano.

E così, una mattina di fine ottobre, Paulo e Felice inforcano le loro “gravel bike” (biciclette nate proprio per poter affrontare anche i fondi ghiaiosi e le strade sterrate). Si lasciano Modena alle spalle e si immergono in un’Italia poco nota. Attraversano boschi, pinete, piccoli borghi. Cuore e gambe sempre in movimento pensando al loro papà, Pierino, reduce da un delicato intervento chirurgico alla colonna vertebrale. Ogni pedalata è uno sprone affinché il loro babbo possa muovere i primi passi post operazione. Ed è così che l’unione familiare si intreccia agli affetti più cari, a quello di mamma Immacolatina che li attende in quel di Arnesano con le nuore Giovanna e Katia.

«Senza il loro prezioso supporto – racconta Paulo – non avremmo potuto fare quello che abbiamo fatto».

Ogni chilometro conquistato ha rappresentato il tassello di un mosaico molto più ambizioso: lanciare un messaggio di solidarietà dopo i mesi più bui vissuti a livello nazionale.

Stanchezza e fatica sono state ripagate dagli incontri fatti durante il percorso. Dai contadini chini sui campi ai gestori dei B&B che li hanno ospitati, dai camionisti incrociati lungo le strade a coloro che, in segno di solidarietà, hanno preparato da mangiare per i due ciclisti in solitaria (per loro, la chiusura di ristoranti e pizzerie dopo le 18 è stato un ostacolo in più): ciascuno, anche con un semplice sorriso, ha contribuito a dare una forte carica emotiva, oltre che motivazionale, per alleggerire il percorso.

Dopo sei tappe (vale a dire 160 chilometri al giorno in sella alla bicicletta), hanno tagliato il traguardo più bello: l’abbraccio della famiglia, nido e porto sicuro dopo vento, pioggia, sole e tanta stanchezza. Eppure, alla domanda «Lo rifareste?», la risposta giunge rapida e decisa: «Certo. Altre cento volte!».

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