Concessioni: sentenza storica del Consiglio di Stato. Il commento di CNA Balneari

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Respingendo il ricorso presentato dal Comune di Castrignano del Capo, contro le sentenze del Tar di Lecce sull’estensione fino 2033 delle concessioni demaniali marittime per due stabilimenti di Santa Maria di Leuca, il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza destinata a entrate nella storia della giurisprudenza.

<< È proprio così – commenta Giuseppe Mancarella, presidente della CNA Balneari Puglia siamo in presenza di una sentenza storica. La Bolkestein non può essere applicata e, in mancanza di una norma esecutiva, bisogna dare seguito al diritto nazionale. Nella sostanza, i magistrati amministrativi hanno ribadito la natura non esecutiva  della direttiva Bolkestein e la non applicabilità della stessa all’interno dello Stato membro. Il nostro auspicio, alla luce di questa importante novità, è che tutti i Comuni rispettino la legge e in primis quello di Lecce. Ecco perché rivolgiamo un accorato appello al sindaco, affinché presti attenzione alla legge nazionale. Attenderemo il merito, ci vorrà oltre un anno, ma non possiamo restare sospesi. Il turismo balneare, come già ribadito anche dal nuovo assessore regionale, Massimo Bray, sarà un punto di forza su cui scommettere per la ripresa>>.

Cosa vi aspettate dal nuovo Governo? Tra l’altro, Draghi ha ripristinato il Ministero al Turismo, un segnale importante per questo settore che ha registrato perdite notevoli nei mesi della pandemia.

Siamo contenti, e non potrebbe essere diversamente. Da anni chiedevamo che fosse istituito il dicastero cancellato da un referendum nel lontano 1993. Lo chiedevamo a gran voce non solo noi balneari, ma anche altri settori impegnati in questo segmento che conta tanto per l’economia nazionale. In questo modo potremo interloquire con un solo ministero mentre prima dovevamo confrontarci con cinque ministeri diversi. Il nostro prossimo step sarà quello di portare all’attenzione del neo ministro, Massimo Garavaglia, l’argomento “Bolkestein”.

Da un lato i beni di Stato, come per esempio le spiagge, dall’altro la direttiva Bolkestein. Qual è il punto d’incontro?

Noi siamo convinti che, come ha sostenuto il suo stesso ideatore, Fritz Bolkestein, le spiagge non rientrano nella direttiva. Il bene pubblico deve essere tutelato, proprio come dice la Corte Costituzionale Europea e, nel caso di interessi transfrontalieri, bisogna applicare il legittimo affidamento e bisogna dare anche un ristoro a chi, credendoci, ha investito nelle strutture e nelle concessioni demaniali. Sfido chiunque a poter gareggiare per un contratto di sei anni (perché le nuove normative parlano di concessioni demaniali per sei anni). Quindi, investire centinaia di migliaia di euro per impostare anche un piccolo stabilimento balneare, con tutti i rischi e i sacrifici che questo investimento può comportare, solo per sei anni di concessione demaniale, credo sia una sfida troppo grande. Le nostre perplessità sono anche altre. Le nostre aziende sono come delle nostre creature, come dei figli, abbiamo solo paura delle multinazionali e della criminalità organizzata. Ecco perché noi chiediamo regole certe e, se dobbiamo gareggiare per riprenderci le nostre aziende, lo faremo tranquillamente, senza nessun problema.

L’unica cosa su cui puntiamo è far sì che i bandi vengano regolamentati da una norma nazionale, e che vengano gestiti dalle Prefetture e non dalle singole amministrazioni. Solo così, a mio avviso, potranno essere offerte garanzie per la legalità.

Giuseppe Mancarella – Pres. CNA Balneari Puglia