Concessioni e riflessioni. Il punto con Pamela Calosso

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Concessioni balneari, ricorsi, sentenze e proroghe. Il punto di vista di Pamela Calosso, titolare dello stabilimento Maluha Bay di Torre Chianca.

Concessioni balneari: il Tar ha accolto il vostro ricorso contro il provvedimento del Comune di Lecce ma, al momento, come stanno le cose?

Al momento esiste una sentenza in cui il giudice dice che devo avere la proroga della concessione poiché la legge italiana prevale su quella comunitaria. Tuttavia, ad oggi, considerando che la sentenza è uscita il 15 gennaio,  questa proroga, di fatto, non l’ho ancora avuta. Insieme alla concessione, dovrebbero essere prorogati i permessi, così come è stato per quei concessionari che hanno accettato la proroga “tecnica” del Comune per i prossimi tre anni e, con essa, anche quella dei relativi permessi edilizi. Io credo che legge vada rispettata e, indipendentemente dal ricorso al Consiglio di Stato, esiste comunque una sentenza esecutiva che, per adesso, non è stata rispettata. Quindi, io mi vedo costretta a fare una nuovo ricorso per poter avere quello che mi spetta e che è stato già detto da un giudice. È giusto che le concessioni siano messe al bando, per carità, ma devo sottolineare che negli anni le cose sono cambiate. Quando ho avviato la mia azienda, la legge preveda il rinnovo automatico della concessione, dunque, io ho investito in base a questa norma. Oggi non è più così, e non discuto su questo, penso solo che sia giusto tutelare gli imprenditori che hanno investito tempo, denaro e risorse in questo settore. Io posso lasciare l’area o cedere la mia azienda, a patto che mi venga pagata. In fin dei conti la struttura l’ho messa su io. Lo Stato mi ha dato semplicemente un pezzo di sabbia abbandonato, senza controllo, senza servizi. Io ci ho messo tutto quello che era possibile. Ho creato un’attività con annessi servizi, la spiaggia è sempre pulita, disinfettata. Inoltre ci sono le telecamere e questo garantisce anche un maggior controllo della zona.

Come lo immagina il futuro delle marine leccesi?

Io partirei dal passato. Chi, come me, ha deciso di investire in quest’area, nel suo piccolo ha contribuito a scrivere un pezzo di storia. Se non avessimo amato il posto, probabilmente non avremmo sacrificato tutto quello che abbiamo sacrificato non per avere in cambio chissà che. L’errore che fanno molti è quello di pensare che chi lavora in questo settore lo fa solo per due mesi e poi sta bene il resto dell’anno. In realtà non è così, perché non siamo presi in considerazione, è come se noi non avessimo diritti. Il futuro? Così come la legge sulla proroga al 2033 viene considerata anticomunitaria, dobbiamo anche dire che nessuno, se non lo Stato, può decidere quanto o per quanto tempo rinnovare una concessione, dal momento che la Corte costituzionale ha stabilito che solo lo Stato può deliberare in merito alla durata. Stando così le cose, non sarà un sindaco o un presidente della regione a decidere la durata delle concessioni.

Le strutture removibili sono, da sempre al centro dell’attenzione. Il periodico “monta e smonta” non solo comporta importanti oneri finanziari, ma qualcuno dice che potrebbe creare problemi al paesaggio e all’ambiente. Potrebbero essere create le condizioni affinché restino in piedi tutto l’anno?

Pensi, a me  è stato anche detto di togliere la struttura perché occludeva la visuale del mare. Una cosa assurda. A parte questa riflessione, comunque, il mio pensiero non è solo proiettato sulle spese da sostenere per smantellare e poi rimettere in piedi la stabilimento ma anche perché i lavori comportano lo spostamento della sabbia, con tutte le criticità annesse. Invece, se noi riuscissimo ad avere la possibilità di restare aperti anche d’inverno, potremmo dare lustro alla marina, permettendo, a chi lo desidera, di venire nei week-end, o durante le festività. In fin dei conti siano a soli 10 minuti di auto dalla città, potremmo essere una valida alternativa alle “passeggiate” fuori porta. Inoltre si potrebbe incrementare il lavoro, potrebbero avviare nuove attività e offrire nuove opportunità di occupazione. I vantaggi non mancherebbero.

Cosa vi aspettate dal nuovo governo?

Sono anni che aspettiamo una decisione dal governo. Sarebbe stato sufficiente varare una legge ad hoc, un decreto attuativo, e tutto questo non sarebbe successo. Avere fiducia nel nuovo politico di turno? Non saprei. Mi auguro solo di poter lavorare questa estate. Vorrei soltanto ufficializzassero la mia proroga, in modo da potermi preparare per la stagione ormai imminente.

Pamela Calosso – Maluha Bay (Torre Chianca)