Capitale Italiana della Cultura 2025: il mosaico di Otranto alla conquista del titolo

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È ufficialmente partita la corsa per l’ambito riconoscimento di “Capitale italiana della cultura 2025”. Otranto ha presentato la propria candidatura nel corso di un incontro organizzato questa mattina nelle sale del Museo Castromediano di Lecce con il progetto “Un mosaico di culture” che rappresenta, a tutti gli effetti, l’espressione della comunità idruntina e della sua vocazione. Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore alla Cultura del Comune di Otranto, Francesco Bruni, il Rettore dell’Università del Salento, Fabio Pollice e il coordinatore generale del progetto, Luciano Schito.

Il documento nasce dall’ascolto della gente per una costruzione condivisa tesa al raggiungimento di traguardi importanti.

Il lavoro è stato coordinato da Luciano Schito, manager culturale che ha tradotto in idee le indicazioni raccolte in questi mesi. <<Otranto – ha detto il professionista – ha bisogno di nuove opportunità per dimostrare di saper sviluppare nuovi modelli culturali e d’impresa culturale, oltre che creativa. Le linee guida attraverso le quali di articola il progetto abbracciano settori che vanno dalla sostenibilità ambientale all’innovazione culturale, passando per la creatività ed il coinvolgimento collettivo>>.

<<È un’aspirazione legittima della città – aggiunge Francesco Bruni, assessore alla Cultura di Otranto -. Il progetto è stato redatto con la collaborazione di vari soggetti: dall’Università del Salento alla Camera di Commercio e dovrà essere valutato per la sua validità, senza condizionamenti dovuti a fattori esterni, come per esempio le ultime vicende giudiziarie che hanno interessato la città. Se il progetto funziona, vuole dire che è stato ben redatto>>.

Lo scorso anno la Puglia ha sfiorato la vittoria con Mesagne, sconfitta da Pesaro (Capitale italiana della Cultura 2024).

<<Da buon napoletano preferisco non fare previsioni, un pizzico di scaramanzia non guasta – commenta il Rettore Fabio Pollice – ma mi sento comunque di dire che il dossier è la fotografia del territorio e della sua comunità. I fari puntati su questa realtà disegnano un profilo internazionale in cui tutti sono protagonisti. Diventare “Città Italiana della Cultura” sarebbe una grande opportunità non solo per Otranto, ma per tutto il territorio>>.

Tra i sostenitori del progetto c’è anche BTM che proprio nei giorni scorsi ha organizzato a Otranto BTM InterAzioni, evento che ha acceso un faro sulla città, creando dinamiche di confronto e dibattito in tema di turismo, innovazione e cultura. All’appuntamento, che ha riscosso un notevole successo di partecipazione, hanno preso parte nomi illustri dell’industria turistica, professionisti e manager provenienti da tutt’Italia.

<<Anche noi siamo parte del “mosaico di culture” che animano questo progetto – sottolinea Nevio D’Arpa, CEO & Founder di BTM -. Siamo una piccola tessera, ma il nostro contributo è importante. Da anni siamo impegnati a creare nuove sinergie e interazioni sul territorio e Otranto è una parte importante di questa costruzione che porteremo avanti anche in futuro>>.

Fari puntati, dunque, su Otranto, e sulle potenzialità di un territorio straordinariamente ricco dal punto di vista storico, paesaggistico e culturale, pronta a cogliere le sfide del futuro forte di una tradizione invidiabile.