Blue Economy. Il punto con Alfredo Prete

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Il futuro delle marine leccesi. Riflessioni con Alfredo Prete, imprenditore balneare, titolare del “Lido York” di San Cataldo

Quale sarà il futuro delle marine leccesi?

Le marine leccesi si sono rette, sino ad oggi, grazie agli investimenti dei privati che hanno creduto nel loro sviluppo e soprattutto hanno creduto nel fatto che Lecce, oltre ad essere “città d’arte”, possa essere considerata anche una  “città di mare”, anche per via dei collegamenti. Tuttavia, è solo grazie agli investimenti dei privati se, le marine in questione, fino a oggi hanno ottenuto anche dei successi importanti. Le amministrazioni locali che si sono succedute da 20 anni a questa parte non hanno fatto quasi esclusivamente nulla. Emblematico è il caso della darsena, ma si potrebbero fare tanti altri esempi, purtroppo negativi. Da parte nostra c’è la speranza che almeno le infrastrutture che si stanno completando nella marina di San Cataldo, come il potenziamento delle rete fognaria e l’estensione della rete di gas, possano essere fruibili quanto prima, in maniera tale che, grazie a questi servizi, si possa pensare ad un ulteriore sviluppo della marina non solamente da un punto di vista economico, ma anche come possibilità, da parte dei leccesi, di poter risiedere qui tutto l’anno.

La costa leccese è abbastanza lunga per poter “ospitare” nuovi lidi attrezzati. Come vede la possibilità di dare nuove concessioni, salvaguardando quelle già esistenti?

Da imprenditore dico che la concorrenza e il confronto aiutano a crescere, perciò, ben vengano nuove concessioni. Tutto questo comporterebbe nuova occupazione, nuovi imprenditori, e presenze in più nelle nostre marine. Non sono mai stato per un discorso monopolista nella gestione delle concessioni, perciò sarei felice se ne nascessero di nuove,  naturalmente salvaguardando  quelle che sono già in essere e che, con il tempo, potrebbero rinnovarsi e innovarsi.

Parliamo di strutture removibili.  Chi le utilizza ha il compito di smontarle a fine stagione e poi risistemare a inizio estate, con annesse spese da sostenere. Potrebbero esserci le condizioni affinché restino in piedi tutto l’anno?

Purtroppo  quello delle strutture removibili è un  problema atavico su cui nessun governo, a livello nazionale, ha dato mai indicazioni precise. Ora, a quanto sembra, ci sono degli emendamenti nel Milleproporghe affinché le stesse possano restare montate anche negli  anni a seguire. Effettivamente, trovi sia assurdo montare e smontare. Se una struttura va bene d’estate, sarà compatibile anche d’inverno, e poi credo che possa essere anche un incentivo a spingere gli imprenditori balneari  a restare aperti anche oltre i mesi canonici estivi, con annessa destagionalizzazione, relativa nuova occupazione e garanzia di lavoro tutto l’anno anche per chi, invece, fa la cosiddetta “stagione”. Sicuramente ne avrebbe beneficio tutto il sistema.

Dopo la sentenza del TAR, che conferma le concessioni fino al 2033, il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ricorre al Consiglio di Stato.

Quando ci si rivolge alla giustizia amministrativa  per far valere i propri diritti, non c’è mai un vincitore o uno sconfitto. La sconfitta è per tutti. Non mi appassiona molto il discorso del contenzioso giudiziario, penso invece che ci sia bisogno che il Governo metta fina a questa situazione con una normativa finalmente chiara per disciplinare il demanio marittimo ad uso turistico e ricreativo e che dia finalmente certezza a gli stabilimenti balneari. Naturalmente, tutto questo lo potrà fare solo dopo un’intesa con il Governo Europeo, poiché sappiamo benissimo che si sono problemi per quanto riguarda la famosa legge Bolkestein sulla concorrenza, anche se le ultime sentenze del Tar di Lecce hanno affermato che direttive non è self-executing. Il mio auspicio è che nasca un governo che quanto prima intervenga e dia certezza ad un settore che, fino ad oggi, ha garantito sviluppo e occupazione e, soprattutto, è uno dei fiori all’occhiello del comparto turistico.

Alfredo Prete, imprenditore balneare (Lido York – San Cataldo)