Autunno, una stagione sorprendente da vivere con metodo

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Ho avuto un po’ di difficoltà a scrivere questo articolo. In un primo momento non sono riuscita a capire quale fosse il problema. Non poteva essere il blocco dello scrittore perché non ho la velleità di esserlo; semplicemente mi diletto a scrivere, di tanto in tanto. Il nodo non poteva essere nemmeo lo stile: il mio mi sembra sia sempre lo stesso. Allora mi sono resa conto che quello che veramente è cambiato rispetto al precedente articolo, è la stagione di riferimento. Sì, perché ho capito che per me un conto è parlare dell’estate, a giugno, cioè del periodo più bello fatto di giornate infinite, un altro è parlare dell’autunno, a settembre. Non faccio parte della schiera di coloro che amano settembre, no. Per me la parte migliore dell’estate è quella che deve ancora arrivare. E’ difficile parlare di autunno quando da noi la bella stagione continua ancora chissà fino a quando (l’anno scorso qualcuna delle mie amiche ha fatto l’ultimo bagno il 2 dicembre!). Oltretutto le ferie sono veramente finite. Il rientro al lavoro significa che l’estate è veramente da archiviare: a quel punto entro già in modalità autunno/inverno e inizio un conto alla rovescia estenuante per l’arrivo di una temperatura che sia, anche di poco, al di sotto dei 30 gradi. Una volta capito questo ho modificato il mio atteggiamento adeguandolo, con poca modestia, ad un pensiero di Henry de Toulouse-Lautrec “Nelle persone belle è bello anche l’autunno”: ho iniziato allora a mettere a fuoco le nostre giornate settembrine e ho dedotto che la mia famiglia, vive, per una ventina di giorni come “coloro che son sospesi”, tra la routine tipica della settimana invernale (lavoro, scuola dei bambini, palestra, cinema) e le evasioni del fine settimana durante i quali mettiamo un asciugamano in borsa, infiliamo il costume e partiamo per una “giornatona” di mare. In questo modo si crea un piccolo scompenso psicologico sia negli adulti che nei bambini, costretti durante la settimana a sveglie, regole e tabelle di marcia, per ritrovarsi poi catapultati in uno stato di (quasi) completa anarchia come solo al mare può capitare. E non è poi così terribile, anche se l’unica differenza sostanziale con la vera estate è che il sole tramonta ogni giorno un poco prima: progressivamente i sabati e le domeniche assumeranno sfondi, colori e odori completamente diversi. E sì, i piedi si sporcheranno, invece che di sabbia, di terra rossa (per la felicità della mia lavatrice!) passando dalle sfumature verde/blu del nostro amato mare al rosso della terra, al verde degli alberi e il profumo dei ricci di mare cederà il posto a quello dei fiori selvatici che crescono intorno agli ulivi. Con questa consapevolezza programmiamo, tra un tuffo e l’altro, le nostre gite familiari a carattere prettamente autunnale: il primo appuntamento è con i nostri vigneti, una giornata per assistere alla vendemmia e per far lavorare i piedini di Riccardo facendogli pestare l’uva e – perchè no? – forse per buon augurio inizieremo anche il piccolo Ettore! Un’esperienza così fa bene a grandi e piccini, ti rimette in pace con la natura e ti fa apprezzare quanto di buono abbiamo nella nostra terra e poi sulla nostra tavola! Ci sono le infinite proposte di gite a sfondo bionaturalistico per le quali sono stata nominata per (auto)acclamazione, da parte della “banda dei passeggini” (la comitiva di amici con prole al seguito), coordinatrice. Faccio un’accuratissima ricerca e selezione delle giornate proposte dalle numerose masserie, sui metodi di lavorazione agricola, sugli animali che in esse sono ospitati, sulle produzioni ed infine delle proposte di laboratori esperienziali per bambini. Vita ancora all’aria aperta, almeno finché le temperature lo permettono. E ancora lì ad immaginare (e poi a vivere) escursioni alla ricerca dei funghi, con pranzi a tema. E poi c’è da festeggiare San Martino, giorno in cui “ogni mosto diventa vino”: cosa c’è di meglio che trascorrerlo all’aria aperta, in campagna, con un barbecue e con un intrattenimento per bambini elaborato per l’occasione? Esistono associazioni maestre in inizative che uniscono l’apprendimento al divertimento per i bambini, riuscendo a creare un ambiente molto piacevole anche per i genitori (che finalmente possono volgere il loro sguardo in direzioni che non siano quelle tracciate dai propri figli!), rispettando le diverse esigenze di adulti e bambini in alcuni momenti e facendo convergere, in altri, momenti di condivisione. Ripensandoci, quindi, non è poi così male questa stagione. Abbiamo la possibilità di goderci appieno anche l’autunno perché anche la famiglia sente l’esigenza di “destagionalizzare” gli intrattenimenti e quindi  arrivederci mare: terra rossa, aspettaci!

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