Al Vinitaly il volto vivace della Puglia

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Bilancio positivo. A poche ore dalla conclusione della 48esima edizione del Vinitaly gli umori raccolti confermano un’immagine della Puglia del vino più effervescente che mai. Quattro giorni di lavoro incessante tra degustazioni, conferenze stampa, laboratori e contest che hanno reso il padiglione regionale particolarmente attivo e frequentato. Piace la proposta che abbina il vino al territorio, e ai suoi richiami identitari. Non sorprende trovare allora l’immagine di un albero di olivo animato ogni volta che si versa un filo d’olio in un piatto. Ma piace, soprattutto, l’immagine 2.0 di una regione che fa dei social una connessione costante con i visitatori. Molto apprezzato, infatti, il contest con itinerario rosa e selfie proposto da “Le donne del vino di Puglia” abbinato al progetto degli orti in verticale di Made in Carcere che: “Ha creato tanto interesse e movimento nel padigliane perchè è stata una caccia al tesoro con selfie incluso in grado di coinvolgere il pubblico presente – il commento di Sabrina Soloperto, presidente della delegazione pugliese, soddisfatta – più di tutto dal gemellaggio con il progetto Made in Carcere che ha sottolineato l’importanza di credere in una seconda possibilità delle persone e dei materiali”.
Soddisfatti anche molti dei produttori presenti, sia alla prima esperienza come la cantina Vaglio-Massa, sia chi riesce a giostrare bene le numerose presenze come Tenute di Eméra, e chi festeggia i 25 anni di attività come la cantina Paolo Leo. Di fatto ogni stand è un racconto per immagini e claim della storia aziendale che ha convinto i numerosi operatori qualificati e importatori di zone estere nuove soprattutto per via de legame unico e profondo con il territorio di provenienza. Al resto delle emozioni ci pensa il vino versato nei calici. Tanti, numerosi, come quelli che si muovono veloci al banco di degustazione dell’Enoteca Regionale. Qui il team di sommelier professionisti dell’Ais Puglia accoglie i numerosissimi winelovers provenienti da altri territori nazionali, talvolta esteri, che arrivano con la curiosità e la voglia di esplorare tutta la produzione regionale.

“Ci sono state molte presenze – spiega Rosario Calcagnile, responsabile del servizio della delegazione AIS di Lecce e da quattro anni in forza nella squadra del Vinitaly, piacevolmente sorpreso dalla presenza di – sommelier, distributori e molti asiatici. Mi ha stupito vedere gente venuta nelle scorse edizioni e tornata per seguire le degustazioni curate da noi, per l’interesse verso i nostri vini e il nostro territorio”.
Primitivo, negroamaro e nero di Troia i vini più richiesti dagli ospiti del padiglione. Ma sono i rosati a segnare la differenza e incuriosire per piacevolezza. Proprio su questa tipologia enologica, di cui la Puglia è ricca di espressioni, continua l’impegno della Regione con il terzo concorso Rosati D’Italia che vedrà la premiazione dei migliori nella cornice del castello di Otranto il 31 maggio prossimo (www.concorsorosatiditalia.it). A seguire la premiazione mattutina e con l’intento di valorizzare la cultura del rosato, identitaria soprattutto del Salento, si aggancia la proposta presentata dalla giovane associazione deGusto Salento (www.degustosalento.it): dal pomeriggio del 31 maggio sino al 2 giugno, Lecce sarà il palcoscenico del primo evento internazionale sui rosati che porterà a confronto i rosati del Salento e di Puglia con  i rosé dei territori italiani e esteri vocati.

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