Acque reflue ed energia pulita: parte da Lecce la sperimentazione di AQP

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Estrarre biometano e biodiesel dai fanghi ottenuti dalla depurazione delle acque reflue. Questo, in sintesi, l’innovativo progetto denominato “BFBioS”, presentato nelle scorse ore da Acquedotto Pugliese, teso a valorizzare la sostenibilità ambientale in un’ottica di economia circolare. Del resto, depurazione e riutilizzo dei reflui costituiscono uno degli assi principali della strategia aziendale, insieme alla produzione di energia elettrica pulita. La natura stessa del Gruppo e del servizio che offre – la capacità di ridare e non sottrarre risorse al territorio – porta l’Acquedotto Pugliese ad essere sempre più sostenibile e circolare. L’acqua è davvero un valore condiviso e per questo le azioni strategiche aziendali sono strettamente correlate ad obiettivi di sviluppo sostenibile, con una gestione che consente di migliorare le condizioni, sociali ed economiche, della comunità in cui si opera, garantendo la disponibilità e la miglior gestione possibile dell’acqua.
Oggi grazie al progetto BFBioS, Acquedotto Pugliese rende ancora più ambizioso il suo piano di sostenibilità ambientale, orientato allo sviluppo dell’economia circolare del ciclo idrico e alla tutela dell’ambiente. A partire da aprile 2021 nell’impianto di depurazione di Lecce si stanno sperimentando tecnologie innovative utili a recuperare biometano e biodiesel.

Aqp è il primo gestore in Italia a sperimentare tale tecnologia innovativa che riduce la quantità di fanghi prodotti, recuperando il loro potenziale chimico-energetico creando, al contempo, un sistema virtuoso.
Nello specifico, si stanno limitando i volumi finali dei fanghi per contenere i costi di smaltimento degli stessi (attraverso un essiccamento a bassa temperatura), puntando anche ad una congiunta produzione netta di un prodotto ad elevato valore aggiunto. Si riduce così al minimo l’eventuale apporto di energia dall’esterno. La realizzazione di un obiettivo ambizioso come questo si basa non solo sull’applicazione di tecnologie di per sé innovative, ma anche attraverso una efficiente integrazione dei suddetti processi, con recuperi termici di correnti esauste.

<<Il depuratore di Lecce – afferma l’ing. Giuseppe Crocco,  dell’area depurazione Lecce AQP –  rappresenta il fiore all’occhiello della depurazione. Da sempre si è posta particolare attenzione al risparmio energetico e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Sono stati realizzati, nell’ambito della manutenzione straordinaria, vari interventi innovativi che hanno consentito di raggiungere picchi di produzione di energia elettrica pari al 60-70% del fabbisogno impiantistico, con l’obiettivo di arrivare all’autosostentamento. Con BFBioS si punta a massimizzare la sostenibilità energetica dell’intera filiera di trattamento delle acque con un’attenzione particolare rivolta ai fanghi prodotti, in linea coerente ai principi della green economy e dell’economia circolare>>.

<<Per la sperimentazione di questo progetto –  sottolinea l’ing. Fabrizio Dell’Anna, Responsabile Coordinamento e Sviluppo Tecnico dei Progetti (COSRI) – Ricerca, Sviluppo e Attività Internazionali (RISID) e Direzione Industriale (DIRID)è stato individuato l’impianto di depurazione di Lecce perché fiore all’occhiello di AQP (essendo all’avanguardia per l’utilizzo delle tecnologie più innovative). AQP ha in corso altri progetti per rendere più sostenibile il processo depurativo, tra cui il progetto LIFE20 BioLubridge per la valorizzazione dei fanghi di depurazione in biolubrificanti presso l’impianto di depurazione di Bari Ovest e, presso l’impianto di depurazione di Vernole (LE), un progetto di estrazione della cellulosa dalle acque reflue, da riutilizzare nel settore degli asfalti e delle bioplastiche>>.

BFBioS è finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito del P.O. FESR Puglia 2014/2020 – Asse VI, Azione 6.4, Sub-Azione 6.4.a – “Sostegno all’introduzione di misure innovative in materia di risparmio idrico, depurazione per il contenimento dei carichi inquinanti, riabilitazione dei corpi idrici degradati attraverso un approccio ecosistemico”, è stato realizzato grazie ad Acquedotto Pugliese S.p.A., CNR IRSA, Engeo, T&A, Vitone Eco e The Hub Bari.