Acaya,la meraviglia del borgo sospeso nel tempo

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Una delle perle architettoniche salentine, dove l’orologio della storia sembra essersi fermato, è costituito dal borgo di Acaya, oggi frazione di Vernole, snodo strategico tra l’Adriatico e l’entroterra leccese tra Medioevo ed età moderna. Acaya rappresenta uno dei rari esempi di città fortificata del XVI secolo.
L’antico borgo di Segine assunse il nome che conserva ancora oggi nel 1535, quando Gian Giacomo dell’Acaya, ingegnere di Carlo V, fortificò il centro. Con la morte di Gian Giacomo dell’Acaya nel 1570 per il borgo iniziò il periodo di irreversibile decadenza segnata dalla devastazione ottomana del 1714. Dopo l’invasione passò nella disponibilità di diverse famiglie nobili fino all’unità d’Italia.
Il paese presenta un impianto ortogonale con strade tra di loro parallele che hanno tutte la larghezza di 4 metri, quasi tutte la medesima lunghezza e che sono separate dalla medesime distanza (17 metri). Di forma quadrangolare, il borgo è racchiuso da una cinta muraria in pietra leccese con tre imponenti bastioni angolari ed il poderoso castello, interrotta dalla porta urbica di Sant’Oronzo, realizzata nel 1535.

Il castello, risalente al 1535-36, ha una struttura trapezoidale circondata da mura a sagoma rettangolare e da un fossato. Nel corso della ristrutturazione, dal lato nord sono affiorate le tracce di una piccola chiesa bizantina e sotto di essa alcune sepolture. Durante i lavori di restauro è stato ritrovato anche un affresco all’interno di una intercapedine. Si tratta di una Dormitio Virginis databile alla seconda metà del Trecento, estesa circa quattro metri per tre. La raffigurazione, perfettamente conservata, rappresenta gli apostoli che assistono alla morte della Vergine e Gesù che ne raccoglie l’anima per presentarla al Padre, secondo la tradizione iconografica che fa riferimento ai Vangeli Apocrifi.
Nel 2001, durante gli scavi a pochi metri dalle mura, in prossimità delle scuderie, sono state riportate alla luce una serie di tombe, fosse comuni e cunicoli contenenti ossa umane che appartennero probabilmente a uomini di età compresa tra i 25 e 30 anni. Probabilmente si trattava di soldati caduti, probabilmente decapitati, in una delle cruente battaglie che fra il 1200 ed 1300 tormentarono la zona, quando Acaya si chiamava ancora Segine.
Per la sua eleganza architettonica senza tempo Acaya è stato scelta nel 2008 come sede del Forum Mediterraneo per la Pace. Dal 12 luglio al 31 ottobre del 2008 è stata allestita nel castello una mostra di architettura contemporanea del famoso architetto portoghese Alvaro Siza.
Ancora oggi Acaya sembra sospesa in una dimensione temporale sua propria: meta ideale per una passeggiata fuori porta, a pochi chilometri dal mare, è raggiungibile da Lecce in pochi minuti. L’ampia campagna circostante, ricca di uliveti, sembra costituirne il guscio protettivo dagli eccessi e dal frastuono della modernità.

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